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Idrogeno verde tra Nord Africa ed Europa Centrale: a che punto siamo?

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È ormai noto considerare il Nord Africa come nuova frontiera per l’idrogeno verde, con accordi raggiunti che rendono gli obiettivi sempre più tangibili. Parliamo della joint-venture TE H2 e dell’intesa siglata tra Italia, Germania e Austria, al fine di produrre una grande quantità di carburante da esportare in Europa.

Il Consiglio Energia

A margine del Consiglio Energia di oggi a Bruxelles, Italia, Austria e Germania firmano un memorandum d’intesa per lo sviluppo di un corridoio dell’idrogeno tra il Nord Africa e l’Europa centrale.

La dichiarazione d’intenti (JDOI) si pone l’obiettivo di collegare i tre Paesi attivando la rete Berlino, Vienna, Roma, anche se le ambizioni sono in realtà più grandi. Tutto questo rientra infatti nella necessità di andare verso una transizione europea totale, che punti anche alla decarbonizzazione dei settori hard-to-abate.

Alla cerimonia tenutasi oggi, partecipi ministri e alti funzionari delle tre nazioni, oltre al Commissario europeo per l’Energia Kadri Simson. Si vuole dunque mirare ad avere 10 milioni di tonnellate di H2 da qui al 2030.

Obiettivi comuni

I tre Stati nello specifico, condividono su tal fronte obiettivi comuni, sottolineati a Bruxelles dagli stessi rappresentanti istituzionali presenti.

In primis, Gilberto Pichetto Fratin parla di come il governo italiano abbia sempre sostenuto il progetto fin dall’inizio, vedendo nel continente africano un grande potenziale da sviluppare.

Un ruolo importante per l’approvvigionamento energetico

Un accenno anche a promuovere la crescita e la sicurezza su entrambe le sponde del Mediterraneo, evidenziando come tutto questo rientri nello spirito del Piano Mattei.

L’importanza dell’iniziativa poi, viene ripresa dai due omologhi austriaci e tedeschi, rispettivamente, Leonore Gewessler e Robert Habeck, per ribadire come il settore avrà un ruolo importante per l’approvvigionamento energetico e la riduzione delle emissioni di CO2 a livello internazionale.

La nuova joint-venture

Come si evince dunque, lo sviluppo del combustibile è una sfida da vincere a ogni costo, con la speranza che i progetti portino alla fine a dei risultati concreti per la tanto attesa neutralità climatica.

È recente anche la nuova joint-venture nata tra TotalEnergies, EREN Groupe e Verbund (TE H2), al fine di produrre grandi quantità di H2 in Tunisia da poter far arrivare sempre in Europa tramite pipeline.

Le caratteristiche specifiche dell’accordo

Ma quali le caratteristiche specifiche dell’accordo? Utilizzare energia rinnovabile, ottenuta da fonti alternative quali idroelettrico, solare ed eolico onshore, per generare nel sud del Paese nordafricano fino a 200.000 tonnellate all’anno di H2, almeno nella fase iniziale.

Successivamente, se tutto andrà come previsto, l’ambizione è arrivare fino a 1 milione di tonnellate, con Verbund che nello specifico guiderà lo sviluppo, il finanziamento, la costruzione e l’operatività dei lavori, oltre che il trasporto del vettore in Europa.

Uno dei principali esportatori globali

Il CEO della utility austriaca, Michael Strugl, ha parlato della Tunisia come di un’area particolarmente accattivante dal punto di vista delle attività upstream e per le forniture a lungo termine. La decisione finale sull’investimento però, non arriverà prima del 2027.

La speranza è che le tempistiche saranno rispettate, nonostante le difficoltà ancora da superare. Riuscirà la Nazione a diventare uno dei principali esportatori globali di idrogeno rinnovabile? E davvero il SoutH2 Corridor sarà operativo al 2030?

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