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Solare e idroelettrico, la diga del Ticino con 382 moduli da 430 W

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La prima diga solare del Ticino sorgerà nell’estate del 2025. L’investimento sarà di 450’000 franchi per l’installazione di 382 moduli fotovoltaici da 430 W. L’impianto avrà una potenza installata totale di 164 kWp, per produzione stimata di 153 MWh all’anno.

L’iniziativa

L’Azienda Elettrica Ticinese (AET) e le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) hanno annunciato la realizzazione di un impianto solare per alimentare la futura centrale idroelettrica del lago di Ritòm. Si tratterà della prima ‘diga fotovoltaica’ del Ticino per la quale si stanno investendo ben 450’000 franchi.

L’iniziativa è appena entrata nella sua fase di progettazione esecutiva, con la messa in funzione prevista entro l’estate del 2025. Ma di che tipo di sito stiamo parlando? Di certo di un’infrastruttura piuttosto complessa, costituita da 382 moduli fotovoltaici da 430 W, e disposti lungo i 390 metri della corona superiore della diga.

Combinare fotovoltaico e idroelettrico

Il tutto, per una potenza di picco di 164 kW che corrispondono a circa 153 MWh generati ogni anno. Il nuovo parco solare ovviamente nasce con l’idea di combinare fotovoltaico e idroelettrico, mix sul quale la AET sta sempre più puntando.

Quali i benefici? Il direttore dell’Azienda Elettrica Ticinese, Roberto Pronini, spiega a Ticinonews la possibilità in questo modo di sfruttare a pieno i vantaggi delle due fonti alternative: quando il Sole scende, subentra l’idroelettrico per compensare.

Come noto infatti, le Fer non sono dei sistemi al 100% sicuri, ma vanno un pò a intermittenza a seconda delle condizioni meteo e stagionali. Pronini però, spiega al portale online che, mensilmente, si assiste a una produzione solare minore rispetto a quella garantita dai bacini idroelettrici.

La nuova centrale del Ritòm

La nuova centrale del Ritòm è dunque quasi pronta per essere messa in moto. Nello specifico vedrà azionate due diverse turbine dedicate una per l’approvvigionamento della rete ferroviaria, e l’altra per soddisfare le richiese di AET. Una volta attiva, l’acqua raggiungerà l’edificio che si trova 840 metri più a valle, attraverso una condotta all’interno di una galleria.

Per il Ticino, l’energia idroelettrica ha da sempre rappresentato un vettore chiave, soprattutto negli ultimi anni in vista di quelli che sono gli obiettivi per la neutralità climatica.

Parliamo di un cantone ricco di risorse naturali e che offre un enorme potenziale per combattere la dipendenza dalle fossili. Anche il solare sta vivendo proprio un boom nell’ultimo periodo, grazie a una serie di incentivi messi a disposizione per l’installazione di pannelli.

Diverse novità

Ad oggi, con lo sviluppo della tecnologia e l’introduzione di mezzi innovativi, che genere di siti si potrebbero realizzare? Nel settore idroelettrico ticinese per esempio, sono state introdotte diverse novità per migliorare l’efficienza dei dispositivi, con turbine più performanti e in grado di sfruttare al massimo la forza dell’acqua.

Un’altra news riguarda l’utilizzo di sistemi di controllo avanzati, che permettono di ottimizzare la gestione delle centrali monitorandole in tempo reale, e garantendo al contempo un funzionamento il più solido possibile.

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