Roma, 04/03/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

In Europa al 2050 fino al 42% della domanda totale di idrogeno potrà provenire dalle aree portuali del continente

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Secondo il primo studio sull’idrogeno nei porti commissionato dalla Clean Hydrogen Partnership, fino al 42% (pari a circa 22 milioni di tonnellate o 730 TWh) della domanda totale di idrogeno potrà provenire dalle aree portuali europee al 2050.

Il primo studio sull’H2 della Clean Hydrogen Partnership

Questo primo studio sull’H2 condotto dall’azienda Deloitte Belgium, per conto della Clean Hydrogen Partnership (partenariato europeo pubblico-privato nato con l’intento di contribuire al Green Deal) mostra come, nel 2050, fino al 42% della domanda totale di idrogeno pulito potrebbe essere localizzata nelle aree portuali. 

In questo dossier, dal titolo ‘Study on hydrogen in ports and industrial coastal areas’, si prende in esame quanto gli scali marittimi siano consideranti uno snodo cruciale della futura catena del valore dell’idrogeno, sia in qualità di hub della logistica energetica, che per lo sviluppo delle infrastrutture per la sua produzione, importazione, stoccaggio e distribuzione all’interno degli stessi sistemi portuali, o nelle zone limitrofe.

Gli obiettivi di H2 green al 2030

Nel rapporto viene anche sottolineato quanto l’Unione Europea debba accelerare su questi argomenti, fino a raggiungere quegli obiettivi sulla produzione di H2 green al 2030

Proprio il mese scorso, Il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue e responsabile del Green Deal, Frans Timmermans, ha spiegato che al momento solo il 10% dei progetti del settore è stato portato a termine, a causa di pochi investimenti.

Proprio per invertire rotta e raggiungere i traguardi sperati è stata istituita la European Hydrogen Bank (Ehb), che offrirà sostegno alla produzione di idrogeno da rinnovabili, senza il quale sarà difficile raggiungere l’obiettivo del REPowerEU al 2030 di 10 milioni di tonnellate di H2 green prodotto in Europa. 

Cosa prevede il report

Nel report condotto da Deloitte Belgium, si prevede dunque che gli ecosistemi portuali giocheranno un ruolo fondamentale nell’espansione del mercato europeo dell’idrogeno, e che la domanda in queste aree sarà trainata soprattutto dalle industrie e dal settore marittimo internazionale, aumentando sempre di più fino a raggiungere i circa 53 Mt, o 1.764 TWh. Tutto questo però, sarà possibile solo pianificando una roadmap di investimenti ben precisa. 

In tutti gli scenari possibili, si prevede anche anche che il più grande cluster di domanda dipenderà molto dall’importazione di idrogeno verde e blu proveniente principalmente dal Nord Africa (Marocco, Egitto, Algeria), dal Medio Oriente (Oman, Arabia Saudita, Qatar) e anche dall’Australia.

Il primo studio di tre rapporti che saranno pubblicati entro il 2023

Questo studio è solo il primo di tre rapporti che saranno pubblicati entro la fine del 2023. Il secondo si concentrerà sull’informare le parti interessate del settore portuale (compresi i responsabili politici) sui fattori non tecnici richiesti (che siano normativi, di governance o strategici), sulle aree prioritarie per la ricerca e i progetti di innovazione, sui regolamenti e sugli standard di sicurezza.

Il terzo e ultimo, invece, esaminerà diversi casi per evidenziare la fattibilità tecnico-economica di una serie di attività e infrastrutture legate all’idrogeno e in prossimità dei porti.

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