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La centralità delle infrastrutture di rete nella transizione energetica europea. Il Report

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“Non possiamo permetterci di trascurare le reti. Rischiano di rallentare la potente transizione energetica dell’Europa se i piani non vengono aggiornati. Assicurarsi che l’energia solare ed eolica possano effettivamente connettersi al sistema è fondamentale quanto i pannelli e le turbine stesse. Non esiste transizione senza trasmissione”, si legge nel commento ai dati di Elisabeth Cremona, Energy & Climate Data Analyst di Ember. Bisogna investire 5 miliardi di euro in più l’anno da qui al 2030 rispetto alle stime Ue.

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Servono più reti di trasmissione per realizzare la transizione energetica europea. Il Report Ember

L’impegno dell’Unione europea di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C richiede lo sviluppo di un sistema energetico prevalentemente pulito in tutta Europa entro il 2040. Per garantire un’adeguata preparazione delle infrastrutture elettriche, gli scenari futuri utilizzati per pianificare la rete devono adattarsi a tale visione.

Ma qual è lo stato attuale delle reti di trasmissione in tutti i Paesi dell’Unione europea? Quali i possibili sviluppi futuri? In che modo sono fondamentali per la transizione energetica? A queste domande offre risposte il nuovo Report di Ember, dal titolo “Putting the mission in transmission: Grids for Europe’s energy transition”, che confronta diversi scenari e dati relativi a 35 Paresi europei, dai partner dell’Unione europea a Norvegia, Svizzera, Regno Unito e i Paesi dei Balcani occidentali.

Secondo i ricercatori, “numerosi piani di rete si basano su scenari energetici poco ambiziosi, il rischio è che le reti di trasmissione non siano adeguatamente preparate per supportare la prevista espansione di energia eolica e solare”. Una situazione che potenzialmente potrebbe frenare la transizione energetica nel continente.

Non possiamo permetterci di trascurare le reti. Rischiano di rallentare la potente transizione energetica dell’Europa se i piani non vengono aggiornati. Assicurarsi che l’energia solare ed eolica possano effettivamente connettersi al sistema è fondamentale quanto i pannelli e le turbine stesse. Non esiste transizione senza trasmissione”, ha commentato Elisabeth Cremona, Energy & Climate Data Analyst di Ember.

Sviluppi insufficienti delle reti nazionali possono mettere in crisi i piani di politica energetica

Questo problema deve essere affrontato con urgenza, soprattutto perché gli sviluppi della rete sono caratterizzati da tempi molto più lunghi rispetto alle tecnologie pulite. Inoltre, è specificato nel documento, non affrontare tempestivamente i problemi relativi alla capacità della rete sarà più costoso successivamente.
Nel 2023, la Spagna ha speso più per gestire la sua rete di trasmissione già congestionata di quanto ha investito nel suo sviluppo.

La portata della rete europea è enorme. Le reti di trasmissione nazionali europee oggi sono costituite da circa 500.000 km di linee con tensioni di 110-400 kV, sulla base dei dati che Ember ha raccolto dai gestori dei sistemi di trasmissione (TSO). Questa lunghezza supera la distanza media dalla Terra alla Luna.

L’analisi dei piani di rete mostra che gli sviluppi pianificati della rete di trasmissione potrebbero essere insufficienti per soddisfare la diffusione delle energie rinnovabili necessaria per raggiungere gli obiettivi di politica energetica.

Capacità solari ed eoliche

Le capacità eoliche e solari dei 26 piani di rete con dati adeguati disponibili sono state confrontate con i rispettivi obiettivi nazionali per il 2030. Di questi, dieci utilizzano scenari con ambizioni inferiori rispetto agli obiettivi. Tra gli altri, 13 piani di rete sono risultati ben allineati e quattro utilizzano scenari più ambiziosi.

Dei 23 piani che potevano essere valutati rispetto alle prospettive del settore solare, 19 sono risultati significativamente inferiori alle previsioni di mercato per il 2030, tra il 12 e l’82% al di sotto delle capacità previste. Nell’ambito dei 23 piani, negli sviluppi della rete è prevista una capacità totale di 205 GW in meno rispetto a quanto previsto dal mercato.

La situazione per l’energia eolica è meno evidentemente disallineata, probabilmente a causa di prospettive più stabili per il settore, ma vi sono ancora prove di disconnessione. Dei 31 piani di rete che potrebbero essere confrontati con le prospettive del mercato WindEurope, si è scoperto che dieci utilizzano capacità eoliche inferiori (inferiori del 13-80%) rispetto a quelle previste dal settore nel 2030, sottostimando le installazioni eoliche per un totale di 17 GW. Al contrario, 12 piani di rete utilizzano capacità eoliche più elevate (13-100% in più o più), una differenza positiva di 44 GW.

Bisogna investire 5 miliardi di euro in più l’anno da qui al 2035 rispetto alle stime Ue

Le reti vengono progettate utilizzando scenari con oltre 200 GW di energia solare in meno rispetto a quanto previsto dalle previsioni di mercato. C’è la necessità di ampliarle.

In Europa la Commissione stima che si realizzeranno nuovi 25 mila km di linee elettriche entro il 2026, che faranno aumentare mediamente di oltre il 5% la lunghezza delle reti di trasmissione nazionali.

Attualmente, circa 28 miliardi di euro sono destinati agli investimenti annuali nella rete di trasmissione, mentre la spesa per la rete di distribuzione nel 2022 ha raggiunto i 35 miliardi di euro. Ciò equivale a un investimento annuo totale di circa 63 miliardi di euro, superando la cifra proposta dalla Commissione europea di 58,4 miliardi di euro all’anno.

Le stime del fabbisogno di investimenti per le reti elettriche negli anni successivi al 2030 indicano che la spesa attuale dovrà essere aumentata fino a una media di 85 miliardi di euro all’anno. Questa necessità di aumentare gli investimenti è già prevista da numerosi TSO. Ad esempio, il piano di rete del TSO francese RTE prevede che la sua attuale spesa media di 400 milioni di euro all’anno dovrà aumentare fino a una media di 650 milioni di euro all’anno tra il 2020 e il 2035, raddoppiando dopo il 2035 per raggiungere circa 1,3 miliardi di euro all’anno.

Le raccomandazioni

Di seguito alcuni punti chiave che Istituzioni nazionali e industria dovrebbero seguire per evitare un gap troppo elevato tra infrastrutture necessarie e infrastrutture disponibili.

Le raccomandazioni:

  • i piani di realizzazione delle reti dovrebbero essere saldamente inseriti nell’agenda politica;
  • i quadri normativi devono essere rivisti per consentire una pianificazione e investimenti tempestivi;
  • maggiore supervisione e controllo dei piani di rete;
  • gli operatori di rete dovrebbero essere tenuti a pubblicare regolarmente dati sugli indicatori chiave;
  • porre l’energia pulita al centro della pianificazione della rete per consentire investimenti anticipati.

Giornalista

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