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584 miliardi di euro da Bruxelles per lo sviluppo delle reti elettriche

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Il piano presentato dalla Commissione europea per accelerare la crescita delle reti elettriche, renderle più moderne e puntare a tecnologie innovative.

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Il piano d’azione

Il piano d’azione presentato il 28 novembre dalla Commissione europea per lo sviluppo delle reti elettriche mira a garantire che queste siano implementate più rapidamente e digitalizzate il prima possibile, al fine di accelerare il processo di transizione energetica.

In tali circostanze, la sfida più difficile sarà sicuramente superare quei problemi burocratici e quei ‘colli di bottiglia’ che rendono il passaggio alla rinnovabili un cambiamento ancora lento, perché solo affrontandoli, come dichiarato dalla commissaria Ue per l’Energia Kadri Simson, si potrà decarbonizzare l’economia.

584 miliardi di euro

Secondo le stime dell’Esecutivo Ue, per rendere tutto questo realtà concreta, sarà necessario investire 584 miliardi di euro entro il 2030, la maggior parte dei quali sarà destinata alle reti locali per renderle digitali, monitorate in tempo reale e controllabili da remoto.

Prendendo in considerazione altre previsioni della Commissione, il consumo di elettricità nell’Unione aumenterà di circa il 60% da qui ai prossimi 7 anni, con il 40% dei sistemi di distribuzione che sono troppo vecchi, e una capacità di trasmissione transfrontaliera destinata a raddoppiare. 

7 azioni da mettere in campo

In particolare, il piano di Bruxelles è costituito da 7 azioni da mettere in campo: accelerare la realizzazione dei progetti di interesse comune e svilupparne di nuovi; migliorare la pianificazione a lungo termine delle reti; introdurre incentivi normativi; aumentare la trasparenza e adattare le tariffe; fortificare l’accesso ai finanziamenti; favorire il rilascio più rapido delle autorizzazioni; rendere più sicure le catene di approvvigionamento.

Sono previste inoltre anche misure a sostegno alle comunità energetiche e fondi per la digitalizzazione, senza mai di vista l’obiettivo di cercare di arrivare alla neutralità carbonica al 2050 e sfruttando, a tal proposito, tutte le più utili tecnologie di ultima generazione. 

Progetti di comune interesse (Pci)

Ma oltre a presentare il piano d’azione, la Commissione sta lavorando in parallelo anche a un nuovo elenco di progetti di comune interesse (Pci) già annunciati.

Parliamo di quelle iniziative europee così definite perché in grado di collegare sistemi di energia afferenti almeno due Stati membri. Tra questi, rientra la dorsale italiana per il trasporto di idrogeno tra il Belpaese, l’Austria e la Germania, oltre che le interconnessioni tra Corsica e Sardegna, e tra Sicilia e Tunisia.

Non bisogna dimenticare che l’Ue vanta una delle reti più estese e resilienti al mondo, che rappresenta anche una grande risorsa in situazioni di crisi ed emergenza, ed è per questo che sarà importante lavorarci sù sperando che tutto questo capitale speso possa servire davvero a risollevare la situazione.

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