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Fotovoltaico, la Cina investe in Sardegna oltre 7,2 milioni di euro

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La più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici della Repubblica Popolare cinese, la Chint, è riuscita a comprare mille ettari di territorio in Sardegna al fine di realizzare un progetto da oltre 7,2 milioni di euro. L’iniziativa, ancora in fase di sviluppo, dovrebbe includere parchi solari da 360 MW e 40 MW.

L’interesse della Cina

Per quel che riguarda soprattutto il fotovoltaico, l’interesse della Cina nei riguardi dell’Italia sembra crescere sempre di più. Le ragioni? Le aziende del Belpaese vantano comunque tecnologie avanzate e competenze specifiche nella progettazione e produzione di pannelli.

Ciò non significa che la Nazione asiatica non disponga di tali conoscenze, ma semplicemente che nel territorio italiano ci sono grandi prospettive di sviluppo che rendono il mercato più attraente rispetto ad altri.

Poi è noto che la Cina voglia espandere sempre di più la propria leadership, e sta così investendo sulle regioni più adatte alla realizzazione di nuove opere sostenibili. Questo è quello che sta avvenendo in Sardegna, dove l’importante compagnia Chint si è comprata mille ettari per avviare un progetto.

Impianti fotovoltaici da 360 MW e 40 MW

Per un corrispettivo di oltre 7,2 milioni di euro, l’idea è costruire impianti fotovoltaici da 360 MW e 40 MW (82,5 MWh) di batterie di accumulo, che verranno poi combinati con coltivazioni e pascoli di pecore.

La frazione oggetto di interesse dell’iniziativa sarà quella che va da Palmadula, nella punta a Nord-Ovest della regione, fino alla borgata di San Giorgio (Sassari), coinvolgendo anche Scala Erre, non lontana da Porto Torres.

C’è però un aspetto che desta un po’ preoccupazione, e riguarda la possibilità di coinvolgere anche zone costiere considerate, in realtà, aree protette.

Come andrà a finire?

Parliamo di siti sui quali bisognerebbe prestare molta attenzione, vicini a rovine archeologiche come nel caso dell’antica città di Neapolis.

Il progetto è infatti ancora in fase di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) da parte del MASE, ma continuerà a ricevere pagamenti fino all’approvazione finale da parte di Stato e Regione, che dovrebbe avere luogo entro la fine dell’anno prossimo.

Come andrà a finire? Considerando le battaglie portate avanti dagli ambientalisti? Negli ultimi anni in particolare, la popolazione sarda ha manifestato molto per difendere tutela del patrimonio paesaggistico e naturale dell’isola, contro quella definita da alcuni attivisti una ‘vera e propria invasione di pale eoliche e di distese di pannelli solari’.

La situazione della Sardegna

Ma qual è nello specifico la situazione della Sardegna in tema fotovoltaico? Così come nella maggior parte del Sud, le condizioni favorevoli permettono la continua crescita del settore, con un numero elevato di ore di Sole per tutto l’anno e anche per l’interesse mostrato da tante persone e aziende locali.

Qui infatti, sono circa 809 le richieste di allaccio a impianti di produzione di energia rinnovabile alla rete elettrica nazionale. Si potrebbe così arrivare ad avere 57,67 GW di potenza, coprendo di fatto tutti i quadranti dell’isola. Ma tutto ciò, a che prezzo?

200.000 ettari di terreno che rischiano di essere compromessi

A chiederselo è il Centro Studi Agricoli che ha denunciato ben 200.000 ettari di terreno che rischiano di essere compromessi. Come evolveranno le proteste? Sempre più intense nelle ultime settimane?

Intanto la più grande società fotovoltaica della Repubblica Popolare cinese è convinta di voler completare l’acquisto, per avviare il progetto solare più grande e importante che sia mai stato pianificato non solo in Italia ma in tutta Europa, e nonostante le continue critiche di chi definisce tutto questo ‘un blitz finanziario’.

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