Roma, 18/04/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Fotovoltaico e stoccaggio, Telis Energy arriva in Italia con 3 GW da sviluppare entro il 2030

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La piattaforma Telis Energy arriva in Italia e punta a sviluppare progetti ibridi e di accumulo energetico per 3 GW entro il 2030. In generale, la società sta lavorando a 10 GW di iniziativa che includono diversi Paesi europei.

Telis Energy in Italia

La presenza di Telis Energy in Italia evidenzia non solo lo sviluppo della realtà britannica sempre più impegnata in progetti green, ma anche quanto sia attraente il Belpaese per tutte le potenzialità in tema rinnovabili. Di cosa parliamo nello specifico?

Si tratta di una piattaforma europea per lo sviluppo di energia verde che, lanciando la propria controllata Telis Energy Italy, vuole adesso sviluppare entro il 2030 una pipeline di 3 GW, per impianti ibridi e di accumulo energetico.

La sede principale si trova a Londra, ma sono diverse le società controllate dal Gruppo, con mercati già consolidati e in continua crescita anche in Francia e Germania. Ma perché la penisola italiana?

La potenza del fotovoltaico

La nuova sede non è stata di certo selezionata in modo casuale, considerando la potenza del fotovoltaico in un territorio come quello italiano.

Telis Energy Italy infatti potrà affermarsi in uno dei mercati più dinamici d’Europa per quel che concerne soprattutto l’energia solare, guidata dal manager Marco Petrone che ha espresso il proprio entusiasmo e la propria fiducia per quest’iniziativa, dichiarando di aver già originato una pipeline di oltre 1000 MWh di progetti BESS (stoccaggio a batteria), e oltre 100 MWp di fotovoltaici ibridi in specifiche regioni.

Adrien Pinsard, CEO della piattaforma britannica, ha invece sottolineato quanto l’Italia sia forte nell’ambito dell’accumulo energetico, ma quanto, allo stesso tempo, abbia bisogno di rafforzarsi per imporsi come uno dei protagonisti della transizione energetica.

Sistema BESS

Quando parliamo di sistema BESS ci riferiamo a tecnologie di stoccaggio indipendenti, costituiti da uno o più pile per consentire agli utenti di immagazzinare l’elettricità quando risulta essere più economica e dunque conveniente, distribuendola poi successivamente a dei costi più alti.

Nel 2024, secondo delle stime di BloomberNEF, il comparto si è lasciato ormai alle spalle tutte quelle difficoltà sorte nel 2022, ed esattamente dallo scoppio della guerra in Ucraina, quando i prezzi delle batterie a ioni di litio avevano raggiunto una media di oltre 150 dollari per kWh.

Italia: il secondo nell’Ue con la maggiore capacità di batterie installata da qui al 2026

Oggi la situazione è diversa, e secondo le stime di alcuni analisti dell’Aurora Energy Research, il mercato dell’accumulo energetico sta per esplodere in tutta Europa, con proiezioni che indicano un aumento di sette volte della capacità entro il 2030. Questo appare evidente soprattutto per determinati Paesi quali Spagna e Grecia, che presentano interessanti opportunità di investimento.

Ma anche in Italia il comparto sta crescendo moltissimo, tanto da diventare il secondo nell’Ue con la maggiore capacità di batterie installata da qui al 2026, partendo da dei livelli quasi inesistenti fino al 2022. Cosa aspettarsi dunque?

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