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Idroelettrico, 12 nuove centrali sull’Arno per 55 GW di energia pulita

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La Regione Toscana sta ultimando i lavori per la realizzazione di 12 centrali idroelettriche sull’Arno allo scopo di soddisfare il fabbisogno annuo di circa 20.000 famiglie. Tali opere, a pieno regime, saranno in grado di produrre 55 GW, e 3 sono già in funzione.

L’energia idroelettrica

In Toscana, l’energia idroelettrica è sempre stata rilevante per il mix energetico, nonostante non siano presenti nel territorio particolari risorse a differenza, per esempio, del Piemonte o della Lombardia. Per tale ragione, le centrali sfruttano soprattutto i fiumi Arno, Serchio, Ombrone e Cecina, allo scopo di generare elettricità pulita.

Negli ultimi anni, si nota un interesse crescente per la modernizzazione e l’ottimizzazione delle opere esistenti, per sfruttare al meglio il potenziale di tale vettore nonostante tutte le difficoltà associate, quali crisi idrica o siccità.

Soprattutto il 2023 ha visto pochissime precipitazioni con piogge comunque mal distribuite. Senza considerare poi l’assenza di neve sulle Alpi, e la sofferenza dei corsi d’acqua con il bacino del Po che ha anche raggiunto un deficit del 61%.

L’investimento della Toscana

Per il 2024, ci si aspetta che l’Italia continui a scommettere nel settore sia per fortificare i siti già in funzione, sia per dar spazio a nuovi progetti idroelettrici, puntando sempre a una maggiore efficienza energetica e ottimizzazione ambientale, anche per contrastare i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale.

L’investimento della Toscana sullo sviluppo di tale fonte è evidente dai lavori avviati per realizzare 12 centrali sull’Arno, allo scopo di soddisfare il fabbisogno annuo di circa 20.000 famiglie e produrre 55 GW di elettricità verde.

Per realizzare le infrastrutture, si è pensato di costruire una grande vasca dove far confluire l’acqua del fiume, per poi essere risucchiata da una turbina di ultima generazione. Quest’ultima poi, una volta concluso il ciclo, la rimmetterà nuovamente nel canale. È proprio tale processo che sprigiona energia pulita senza danneggiare in alcun modo l’ambiente.

80 milioni di euro

L’intera operazione, punta anche a migliorare la sicurezza idraulica lungo il fiume, a preservare la biodiversità, a ridurre le emissioni e a salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico del territorio.

L’investimento totale per il progetto ammonta a 80 milioni di euro, 16 dei quali spesi per ristrutturare le pescaie e riqualificare le sponde dell’Arno. La concessione avrà durata di 30 anni, estendibili per altri 10 per opere destinate alla produzione idroelettrica. Alla scadenza, le centrali saranno nuovamente proprietà della Regione che potrà provvedere ad un nuovo affidamento.

Un risparmio di circa 25.000 tonnellate annue di CO2

La Toscana sta adesso ultimando i lavori, con l’ambizione di poter ottenere in questo modo un risparmio di circa 25.000 tonnellate annue di CO2. Su 6 dei 12 impianti, si trovano inoltre delle colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, alimentate direttamente dall’energia prodotta dal fiume.

Si riuscirà alla fine a soddisfare ogni obiettivo prefissato? Nonostante i ritardi? Il progetto infatti si trova nell’elenco delle opere pubbliche della Provincia di Firenze già dal 2007.

Poi, una serie di ricorsi ne hanno rallentato l’iter fino al 2015, quando si è riusciti a trovare una quadra sull’iniziativa preliminare e nel 2019 la competenza è passata alla Regione. La speranza è che adesso si possa andare avanti senza altri ulteriori intoppi quasi ‘tipici’ della burocrazia italiana.

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