Roma, 14/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Giornata mondiale dell’acqua e crisi idrica: la IEA ricorda l’importanza dell’energia idroelettrica

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In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’International Energy Agency (IEA) ha pubblicato un report per sottolineare come, 2 miliardi di persone al mondo, non abbiano acqua potabile a disposizione, e su quanto sia importante rilanciare il settore idroelettrico.
LEGGI QUI IL REPORT.

La Giornata mondiale dell’acqua

Ogni 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e che pone al centro ogni singola volta un tema differente. Focus del 2024 sono i cambiamenti climatici, in relazione a una crisi idrica che sembra peggiorare progressitivamente.

L’obiettivo infatti è anche sensibilizzare le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua, assumendo comportamenti più idonei anche nell’ambito quotidiano.

In occasione della giornata, l’International Energy Agency (IEA) presenta con un report che affronta anche il problema del settore idroelettrico, vittima di una siccità senza precedenti. E al centro poi, anche il tema ‘Acqua per la pace’, con la volontà di sottolineare il ruolo critico dell’accesso a tale risorsa.

Carenza idrica

Lo studio IEA sottolinea come nel mondo ci siano 2 miliardi di persone che non dispongono di acqua potabile sicura, e circa due terzi della popolazione mondiale che soffre di carenza idrica per almeno un mese all’anno. Tutto ciò sembrerebbe essere destinato ad aumentare, se non si prenderanno seri provvedimenti al contrasto dei cambiamenti climatici.

Questo è legato poi all’idroelettrico, anch’esso in crisi per la siccità e le eccessive temperature. Il report evidenzia come sia l’acqua che l’energia siano infatti due risorse critiche non solo estremamente importanti per il Pianeta, ma anche interdipendenti l’una con l’altra.

Tutto il mantenimento dell’approvvigionamento idrico globale dipende infatti proprio dal comparto elettrico, necessario per estrarre l’acqua da laghi, fiumi, oceani e falde acquifere, per poi trattarla, purificarla e consegnarla agli utenti.

La desalinizzazione dell’acqua

Un concetto poi fondamentale sul quale il report sofferma la propria attenzione riguarda la desalinizzazione dell’acqua. La domanda energetica in tale settore infatti è destinata a raddoppiare da qui al 2030, considerando che lo stress idrico degli ultimi anni ha portato a un aumento dell’uso di risorse non tradizionali, come l’acqua salata.

Ad oggi si contano circa 21.000 impianti, realizzati proprio per ottenere acqua potabile, attualmente in funzione in circa 150 Paesi diversi.  Soprattutto il Medio Oriente, registra uno dei livelli più bassi di utilizzo di acqua dolce pro capite al mondo, ma sono già in campo dei progetti su questo fronte.

Processo ad alta intensità energetica

Come spiega l’Agenzia internazionale, la Giordania sta per esempio progettando un grande impianto sul Golfo di Aqaba, per aumentare la sua capacità di desalinizzazione da 4 a 350 miliardi di litri all’anno, sufficienti per rifornire una città di 2,5 milioni di persone. L’Arabia Saudita invece, ne vuole costruire un altro entro il 2045.

Le iniziative dunque sono tante, ma è importante anche non sottovalutare che la desalinizzazione è un processo ad alta intensità energetica, e che spesso richiede oltre 1 kWh per metro cubo di acqua trattata.

Oltre il 95% di questa elettricità è sempre arrivata dai combustibili fossili, ed è per questo che adesso il rapporto IEA vuole sottolineare quanto sia importante cambiare la situazione, per arrivare a una graduale sostituzione con fonti alternative.

Politiche più mirate

Con questo studio in particolare, considerando quanto sia importante la gestione dell’energia e dell’acqua per la prosperità globale, si chiedono delle politiche più mirate da parte dei governi, con sussidi che possano incoraggiare un uso più efficiente delle risorse e un abbassamento delle emissioni associate. I partenariati poi, possono di certo promuovere la conservazione e la riduzione degli sprechi.

Un approccio più integrato dunque, potrebbe sicuramente portare dei risultati migliori, e tentare di contrastare una crisi idrica e un blocco del settore idroelettrico sempre più preoccupante.

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