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Vele solari nello spazio? È già in orbita l’esperimento NASA

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Il 24 aprile, dallo spazioporto di Rocket Lab, in Nuova Zelanda, è partito il razzo Electron per il rilascio di due satelliti, uno diretto in Corea del Sud e l’altro in America. L’esperimento NASA per testare le vele solari nello spazio è dunque in orbita.

Vele solari per l’esplorazione spaziale

Sia la NASA che l’ESA (European Space Agency) stanno valutando l’idea di utilizzare vele solari per l’esplorazione spaziale, sfruttando così la pressione della radiazione solare per generare una spinta prolungata nel tempo. L’obiettivo? Poter affrontare anche missioni a lungo termine mediante un metodo di propulsione più sostenibile.

L’idea poi è anche compiere viaggi interstellari totalmente nuovi, in regioni mai ispezionate e dove, i classici sistemi utilizzati, non sono in grado di arrivare. Tuttavia, ci sono innumerevoli sfide tecniche da superare, come la progettazione di vele leggere ma allo stesso tempo resistenti, nonché l’ottimizzazione delle traiettorie di volo.

Il razzo Electron per la missione ‘Beginning Of The Swarm’

Il 24 aprile è partito il razzo Electron per la missione ‘Beginning Of The Swarm’, sviluppato dalla società aerospaziale Rocket Lab con il fine di lanciare una nuova costellazione di satelliti, di piccole dimensioni. L’obiettivo è anche dimostrare come, tali tecnologie, siano in grado di assicurare l’arrivo di carichi utili in orbita in modo più che efficiente.

Ne sono già partiti due, uno diretto verso la Corea del Sud e chiamato NEONSAT-1, e un altro diretto invece verso l’America.

Costruirne altri prototipi

Il primo, rilasciato a quota 500 km, è gestito da un centro di ricerca del Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST). Entro il 2027, l’ambizione è costruirne altri prototipi, in modo da permettere l’osservazione ottica della penisola coreana a fini ambientali e di ricerca.

Il secondo invece, conosciuto come ‘Advanced Composite Solar Sail System (ACS3)’, è stato rilasciato a una quota doppia, di circa 1000 km, e non è altro che un cubesat sperimentale della NASA proprio per testare la tecnica di propulsione per vela solare.

Il video del lancio pubblicato su Twitter da Rocket Lab.

Altri progetti

Ricerche a riguardo sono ormai al centro anche di altri progetti, sempre al fine di utilizzare l’energia solare dallo spazio per soddisfare il fabbisogno energetico della Terra. Un esempio? L’iniziativa Solaris dell’ESA, avviata con il compito di catturare i raggi per generare elettricità pulita direttamente fuori dalla nostra atmosfera.

L’organizzazione no-profit Planetary Society poi, è stata proprio la prima a dimostrare l’efficienza di tali tecnologie, e a rivoluzionare il modo di concepire i viaggi interplanetari. LA NASA lo aveva annunciato tempo fa che entro aprile di quest’anno sarebbe partito il primo prototipo di vela solare e così è stato.

Si parla ovviamente di modelli di ultima generazione, utili anche per immagazzinare dati su future missioni da compiere. Inoltre, potrebbero essere visibili anche dalla Terra, grazie al materiale riflettente utilizzato che permette loro di essere più efficienti a livello energetico.

Prossime ambizioni

Tutto dunque è andato come previsto, sfruttando al massimo i benefici di questo tipo di propulsione che trasporta i fotoni sulla vela per spingere il satellite nella direzione della radiazione solare.

Ma quali sono adesso le prossime ambizioni? Con delle spinte non molto potenti ma resistenti per lunghissimi periodi di tempo, la NASA ha spiegato che tale tecnologia permetterà negli anni lo sviluppo di vele solari più grandi, fino ad arrivare a 500 o anche 2000 metri quadrati.

L’obiettivo finale è realizzare dei modelli sufficientemente grandi in modo da spingere sonde spaziali, di piccola massa, oltre i confini del Sistema Solare. L’ACS3 rappresenta di certo un tassello fondamentale nel percorso verso il traguardo finale. Tuttavia, si dovrà ancora lavorare alla progettazione di sistemi di controllo e navigazione adatti a missioni di così lunga durata.

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