Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Idrogeno verde, aumenta il costo degli elettrolizzatori contro le aspettative degli analisti di BloombergNEF

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BloombergNEF, nel suo recente report ‘Electrolyser Price Survey 2024’ ha raccolto ed esaminato dati provenienti da 50 aziende impegnate in Cina, Usa ed Europa, e attive nel mondo dell’idrogeno e degli elettrolizzatori. Il risultato? Il costo di quest’ultimi sta aumentando giorno dopo giorno.

Il report

Il report ‘Electrolyser Price Survey 2024’, da poter visionare solo eseguendo il login su BloombergNEF, sottolinea quanto, nel 2023, il costo di produzione e installazione di un impianto di elettrolisi sia aumentato rispetto allo scorso anno.

Si tratta di un risultato, inaspettato per tutti gli analisti, che delinea una crescita superiore al 50%, e questo in ragione di numerosi fattori che includono anche un costo maggiore di acqua ed elettricità.

Il principale responsabile: l’inflazione

La società americana è giunta a tale conclusione dopo aver raccolto ed elaborato dati provenienti da 50 aziende del settore, attive in Cina, Usa ed Europa.

Il principale responsabile del rialzo dei prezzi, in particolar modo per i produttori occidentali, è l’inflazione, che ha portato a degli elevati costi dei materiali, dei servizi e della manodopera, e ha colpito meno i Paesi asiatici.

Ma di certo nemmeno i ritardi delle sovvenzioni hanno aiutato, con aziende e imprese che non hanno potuto beneficiare degli aiuti necessari per portare avanti ambizioni e idee. Per tale ragione nel Vecchio Continente, così come in America, gli elettrolizzatori sono arrivati a degli importi 4 volte superiori rispetto a quelli degli equivalenti cinesi.

Progetti interrotti

Sembrano così essersi dissolte nel nulla le vecchie previsioni della società statunitense, con costi che sarebbero dovuti diminuiti gradualmente nell’arco di tre anni, a partire dal 2022.

Tutto questo perché non c’è mai stato un ritorno dell’inflazione al 2%, arrivando invece a una percentuale in crescita sino al 3% nel mondo occidentale. Tutti i progetti interrotti tra l’altro, hanno portato il costo del capitale per l’installazione di un sistema di elettrolisi in aumento in media del 57%, e questo potrebbe continuare a verificarsi in tutti i principali mercati internazionali.

Conseguenze

È lecito chiedersi a questo punto: quali conseguenze porterà tale situazione nel breve e lungo periodo? Potrebbe di certo peggiorare il ritardo di iniziative che vanno già a rilento, a causa della complessa burocrazia o per via di dibattiti politici.

Inoltre, tenendo conto dell’ultima analisi di BloombergNEF, il costo degli elettrolizzatori non scenderà più del 10% ogni anno, come era stato ipotizzato dalla stessa società americana a fine 2022.

Difficile situazione di stallo

Ci si trova così dinanzi a una difficile situazione di stallo. La filiera dell’idrogeno ha sicuramente bisogno di svilupparsi ulteriormente, in vista di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere al 2030 e al 2050. Ma come farlo se le iniziative su larga scala sono ferme?

Parliamo di siti di grandi dimensioni che ancora sono in attesa di una decisione finale di investimento, con sviluppatori europei che attendono i risultati delle prime aste di sovvenzioni del Blocco Ue. Bisogna ammettere che i progetti europei di elettrolizzatori non sono lontani dall’obiettivo di 6 GW di capacità da raggiungere entro il 2024, almeno secondo la previsione di SP Global.

Barriere normative e burocratiche ancora da rimuovere

I target da soddisfare al 2030 sono però troppo lontani, considerando che si parla di voler arrivare a 40 GW di idrogeno verde, e dunque di numeri altissimi da ottenere in così pochi anni. Come si abbasseranno i costi delle materie prime? E come si supereranno quelle barriere normative e burocratiche ancora da rimuovere?

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