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Un nuovo impianto italiano di cogenerazione per produrre energia green e acqua calda

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La partnership siglata tra Hera Servizi Energia (HSE) e il Gruppo Martini dovrebbe dar vita a un nuovo impianto di cogenerazione per la produzione di acqua calda ed energia pulita. Il nuovo sito sarà realizzato entro il 2024, e avrà una potenza pari a 2 MW.

L’accordo

Con il nuovo accorso siglato verrà realizzato un nuovo impianto di cogenerazione dalla potenza di 2 MW, in grado di produrre 12.000 MWh/anno di energia pulita pari all’80% del fabbisogno totale.

L’obiettivo dunque è generare elettricità e ottenere allo stesso tempo acqua calda, con l’ambizione di arrivare a dei risultati di efficienza energetica elevati, e autoproducendo il 45% in più dell’energia necessaria alle attività dello stabilimento situato nel comune di Gatteo, in Emilia Romagna, e appartenente al Gruppo Martini. Di che si tratta? Parliamo di una grande realtà industriale specializzata nel settore zootecnico e alimentare.

La nuova partnership con Hera Servizi Energia (HSE) permetterà adesso all’azienda di rafforzare la potenza del proprio sito, rendendolo più sostenibile ed evitando di immettere nell’atmosfera 1.300 tonnellate all’anno di anidride carbonica.

Un altro passo per la decarbonizzazione

La realizzazione del nuovo impianto inoltre, rappresenta un altro passo per la decarbonizzazione del Paese. Con l’energia elettrica prodotta e con l’acqua calda a disposizione, sarà possibile riscaldare gli edifici senza bruciare combustibili fossili, dimostrando che la cogenerazione, così come il solare termico, rappresentano le migliori soluzioni da adottare come sistemi di riscaldamento green.

Il nuovo stabilimento inoltre, non solo fortifica la partnership già esistente tra le due aziende nel campo della sostenibilità energetica ed ambientale, ma va ad aggiungersi anche al sito di MAGEMA, specializzato sempre nella cogenerazione da 2,5 MW di elettricità green e vapore.

Con il polo energetico nell’area industriale di Longiano poi, che dovrebbe entrare in esercizio entro il 2024, sarà possibile interconnettere i due siti trasferendo acqua calda dall’una all’altra parte, in base alle richieste termiche per ottimizzare il recupero e non disperdere calore.

In questo modo, si avrà anche una riduzione dei consumi energetici di circa il 24%, e un rendimento complessivo, in termini di conversione elettrica, dell’85%.

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