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Transizione energetica, necessari 3.1 trilioni di dollari entro il 2030 da investire sulle reti. Lo studio

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Secondo una ricerca di Rystad Energy, per limitare il riscaldamento globale a 1,8 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali serve operare su quelle reti elettriche non ancora pronte per il cambiamento, investendo 3.1 trilioni di dollari anche per delle infrastrutture nuove.
LEGGI QUI LO STUDIO.

Reti elettriche inadeguate

Nonostante la continua crescita delle rinnovabili a livello mondiale, ci sono ancora troppe reti elettriche inadeguate e inadatte per il cambiamento. Questo potrebbe rappresentare un grande problema per la transizione energetica e per la decarbonizzazione da qui ai prossimi anni. Come agire dunque?

Secondo una ricerca della società norvegese Rystad Energy, per limitare il riscaldamento globale a 1,8 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, servono 3,1 trilioni di dollari di investimenti in infrastrutture di rete, e tutto questo prima del 2030.

L’obiettivo così è tenere il passo con l’elettrificazione in corso, oltre che con la nuova capacità di energia green e l’adozione degli EV.

104 milioni di km nel 2030

Andando avanti in questa direzione, si potrebbe arrivare a una lunghezza totale di tutte le reti elettriche nel mondo di ben 104 milioni di km nel 2030, che potrebbero anche diventare 140 milioni al 2050 (stessa distanza che intercorre tra Terra e Sole).

Questa espansione però, porta con sé altri problemi, considerando che delle infrastrutture del genere necessitano di quasi 30 milioni di tonnellate di rame, materia prima che al momento scarseggia nonostante le vecchie aspettative di viverne quasi un surplus nel breve e medio termine e la crescente domanda cinese.

Altri fattori determinanti

Nel proprio studio, Rystad Energy mette dunque in luce delle esigenze che derivano sempre da un aumento della domanda globale di energia verde, che richiede dunque un potenziamento degli impianti.

Ma queste non solo le uniche peculiarità evidenziate nel report. Vengono infatti messe in luce anche altri fattori determinanti alla buona riuscita della transizione, ovvero la sicurezza informatica, la geopolitica e la crescente priorità di garantire un approvvigionamento energetico affidabile e sicuro.

In questa visione dunque, le reti possono rappresentare sia un fattore abilitante che anche un ostacolo al raggiungimento di un futuro più green. Come risolvere eventuali difficoltà?

Ognuno sta facendo la propria parte

Nel proprio studio, Rystad Energy ribadisce più volte la necessità di investire annualmente, anche adottando strategie diverse a seconda del fabbisogno. I ricercatori spiegano infatti il ruolo degli attori internazionali in questo contesto, sottolinenando che l’Asia spenderà ben 374 miliardi di dollari quest’anno sulle reti, con la Cina che rappresenterà circa il 30% del totale.

Altrove invece, ritroviamo gli Stati Uniti pronti a impiegare 65 miliardi per l’ammodernamento, la Commissione europea che ha lanciato a fine novembre 2023 un Piano d’Azione sulla base di 584 miliardi al 2030, e la Banca europea per gli investimenti (BEI) che sta valutando come razionalizzare i finanziamenti.

Nel Regno Unito poi, il National Grid ha lanciato un apposito programma per rinnovare i propri impianti per la prima volta dopo decenni, investendo oltre 16 miliardi di sterline tra il 2022 e il 2026. Ognuno sta facendo la propria parte dunque, in vista di obiettivi internazionali che esigono il supporto di tutti.

Le materie prime e la digitalizzazione

Tutte queste ambizioni richiederanno però anche grandi volumi di materie prime, soprattutto di rame per i cavi sotterranei, e di alluminio per le linee aeree, sperando di superare quella carenza che si sta attualmente vivendo.

Rystad Energy ricorda anche quanto le reti siano fondamentali per tante altre applicazioni, che riguardano per esempio l’edilizia, i trasporti e i prodotti di consumo.

I livelli di investimento annuali devono aumentare

Anche la digitalizzazione sarà importante da qui ai prossimi anni, per l’aggiornamento degli impianti e per aumentare anche la loro capacità per chilometro. Lo stesso Edvard Christoffersen, analista senior della società, ha dichiarato che i livelli di investimento annuali devono aumentare se si vuole che mantenere un alto livello di espansione.

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