Roma, 19/07/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

AI e Digital Twin per l’energia. Stefano Ciurli (Enel): “Migliorano efficacia ed efficienza”

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Tutte le applicazioni dell’Intelligenza artificiale al settore energetico, i vantaggi e le criticità del nuovo cervello virtuale dell’umanità. Ne abbiamo parlato con Stefano Ciurli, Head of Global Services di Enel.

L’intelligenza artificiale applicata al settore energetico

L’intelligenza artificiale avanza a grande velocità in tutti i settori. Una tecnologia che si nutre di dati, attorno alla quale si stanno delineando diversi scenari, ancora scarsamente normati. Nel panorama energetico l’AI, soprattutto con riferimento alle fonti di energia rinnovabile e alla rete di distribuzione elettrica, come già detto in più occasioni, può essere considerata una leva per accelerare i processi. Simulazioni e sviluppo di modelli predittivi non sostituiscono le decisioni dell’uomo, ma le supportano indicando la direzione da prendere in ambiti ancora inesplorati. Ne abbiamo parlato con Stefano Ciurli, Head of Global Services di Enel, tra le prime Aziende in Italia ad essersi organizzate per coordinare e rendere efficace l’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI) nel rispetto del quadro di regolazione internazionale.

Distribuzione di energia elettrica e fonti rinnovabili

Prima di sciorinare tutti i possibili utilizzi di questo enorme cervello virtuale, è essenziale comprendere il concetto del Digital Twin, ovvero la replica digitale delle infrastrutture, a cui si lega in particolare il tema dell’applicazione dell’AI alla distribuzione di energia elettrica. La creazione di un gemello digitale in grado di poter essere utilizzato, acquisito, verificato nel tempo, permette di ridurre al minimo il margine di errore, cambiando radicalmente le attività di progettazione, ma anche di produzione e manutenzione.

Come Gruppo Enel – spiega Stefano Ciurli ad Energia Italia News – nel settore delle reti stiamo sviluppando un applicativo che permette, abbinando la computer vision a un semplice cellulare, l’analisi di quello che è il cantiere in atto, la verifica delle caratteristiche tecniche, che possono andare, ad esempio, dalla profondità dello scavo alla lunghezza del cavo posato, ma anche tutta una serie di dimensioni la cui consultazione viene resa più fruibile ed immediata.” 

Principio analogo viene applicato alle infrastrutture per la generazione di energia rinnovabile. Più nel dettaglio, riguardo agli impianti fotovoltaici ed eolici, l’AI svolge un ruolo fondamentale sia nella fase della costruzione, sia nei processi di conoscenza e dunque di misurazione dei dati. “Nel caso specifico delle pale eoliche poi, si possono applicare particolari sensori ed elaborare diversi scenari manutentivi di produzione. Questo consente di incrementarne l’efficienza e quindi di ottenere più energia pulitaafferma Ciurli.

Le piattaforme di gestione energetica 

Tra i vantaggi che l’intelligenza artificiale può apportare al comparto energetico c’è anche tutta la parte relativa all’analisi di mercato e alle piattaforme di gestione, sempre più intelligenti, e quindi sempre più idonee ad operare nell’ambito. Va, inoltre, annoverata l’ottimizzazione dei consumi, possibile attraverso un’informazione sartoriale, ossia cucita sulle esigenze del cliente. “Ci sono molteplici applicazioni basate su dati più previsionali, quindi di ottimizzazione di scenari, di ipotesi di domanda e offerta per valutare l’investimento di copertura dei mercati finanziari. La peculiarità di fondo comune a tutte è che sono in grado di svolgere dei compiti in maniera molto veloce, migliorando efficacia ed efficienza” specifica l’Head of Global Services. 

L’impatto sui consumi di energia

Tuttavia, se da un lato l’AI consente di efficientare tempi e consumi energetici, nonché supportare attività di pianificazione e sviluppo, dall’altro può impattare negativamente sui costi dell’energia. Come tutte le “macchine” anche l’AI ha bisogno di carburante e i modelli esistenti sono indubbiamente energivori. “Immaginiamoci che dietro questi sistemi ci siano notevoli quantità di dati che transitano in un data center. La crescita dell’utilizzo dell’AI renderà necessari sistemi computazionali sempre più sofisticati, motivo per cui ci si sta organizzando per realizzare chipset a basso consumo – puntualizza il Manager. – Ad esempio recentemente una big del settore ha lanciato un chip ad altissime prestazioni che, rispetto ai chip della generazione precedente, riduce i consumi energetici di 25 volte ed è fino a 30 volte più veloce”. 

A testimonianza del fatto che il fenomeno sia dirompente e in forte crescita in termini consumer, Ciurli cita il caso di Chat GPT, con “100 milioni di clienti in due mesi, laddove una piattaforma come l’ex Twitter ha invece impiegato 5 anni per raggiungere cifre simili.” L’unica risposta a questa escalation di potenza può essere la costruzione di macchine più sostenibili.

Aumentare la produttività aziendale

Tra i campi di applicazione aziendale dell’AI c’è sicuramente quello di supportare la produttività agevolando il lavoro. Meccanismi di intelligenza artificiale come può essere ad esempio, Copilot di Microsoft, consentono di sintetizzare e-mail, video-conference, documenti, ma anche di effettuare ricerche e letture veloci, tutte operazioni che offrono un supporto importante nello svolgimento delle attività quotidiane.  

Stefano Ciurli riferisce che il Gruppo Enel ha in uso attualmente 500 licenze di Copilot allo scopo di testare e capire qual è il processo migliore, per poi diffonderlo in azienda con la giusta gradualità. Anche perché, sebbene sia abbastanza facile e intuitivo, le persone devono prendere dimestichezza con i nuovi strumenti. “Le peculiarità dell’IA non devono sostituire la decisione vera e propria, ma possono fare da supporto. C’ è bisogno quindi di un minimo di “inserimento” e di comprensione in azienda” spiega.

Migliorare i processi di business

Un’ulteriore prospettiva di applicazione dell’AI è quella legata ai processi di business. L’intelligenza artificiale, che in passato si chiamava machine learning, negli ultimi 50 anni è cresciuta in termini di capacità elaborativa dei sistemi e quindi a cascata anche degli algoritmi. “Oggi come Enel abbiamo in campo circa 250 applicativi di intelligenza artificiale, hanno 3-4 anni di storia e supportano quelli che sono i servizi operativi delle business lines. Ne abbiamo altresì quest’anno in produzione più di 100, di cui il 50% di intelligenza artificiale di tipo generativo. Sono quelli che producono contenuti di tipo originale. Come li usiamo all’interno dei processi produttivi? Agiamo su generazione, distribuzione, mercato e commodities” afferma il Manager.   

Definire e gestire la “piramide di rischio”

L’ AI, proprio come un bambino piccolo che sta crescendo, va accompagnata nella sua evoluzione e al contempo compresa in ogni sua sfaccettatura. La Comunità europea da diversi anni sta studiando come garantire all’Europa sistemi di Intelligenza artificiale che non entrino in conflitto con questioni di tipo etico, sociale e reputazionale. L’AI Act della Commissione UE , in particolare, cerca di definire quali sono i campi di applicazione che possono interferire in termini di privacy e di rispetto della persona. Il nuovo comitato Enel per la governance dell’intelligenza artificiale, tradizionale e generativa, pianifica una serie di interventi sulla base di quella che l’Head of Global Services definisce “una piramide di rischio”, con delle attività da svolgere e da garantire in termini di governance. “Per giugno è attesa l’adesione di tutti i Paesi, vedremo le tempistiche dell’implementazione anche in Italia” dichiara Ciurli. “Dal canto nostro ci siamo interrogati e abbiamo creato il Comitato IA Enel, che ha all’interno una serie di direttori con varie responsabilità: dalle strategie all’innovazione legale, ma anche il campo regolatorio e quant’altro” – prosegue. Il Manager fa riferimento al fatto che Enel sia un’azienda molto digitalizzata, nonché tutta in cloud. Poiché l’AI si inserisce già oggi nei processi ICT, nel caso specifico di Enel va inevitabilmente a toccare le regole delle sue procedure. “L’obiettivo è da un lato gestire un continuum di visione strategica e stare con consapevolezza all’interno dei nuovi scenari, dall’altro attivare una serie di gruppi di lavoro”. Per avere una visione organica del quadro, considerando che il Gruppo Enel è presente in 28 Paesi su 5 continenti (con regolamenti che non sempre coincidono e differenti peculiarità territoriali), il nuovo Comitato ha dei referenti anche all’interno delle diverse linee di business, in modo da avere una visione organica dell’intero quadro. 

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