Roma, 23/04/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

La nuova frontiera per batterie e sistemi di accumulo? L’Intelligenza Artificiale.

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La combinazione di Intelligenza Artificiale (IA), statistiche e un approccio scientifico basato sui dati, può trasformare la catena dell’approvvigionamento energetico rivoluzionando l’industria dei sistemi di accumulo. 

Vecchi e nuovi sistemi di accumulo

Quello dell’elettrificazione pulita, senza sistemi di accumulo in grado di ricaricarsi velocemente e di immagazzinare grosse quantità di energia generata da impianti rinnovabili, è un percorso denso di ostacoli. In assenza di nuovi materiali e alternative migliori di quelle esistenti, infatti, il processo di decarbonizzazione potrebbe richiedere molto più tempo di quello che abbiamo a disposizione per vincere la battaglia contro il surriscaldamento globale. Sembra che l’Intelligenza Artificiale rappresenti una via d’uscita all’annoso problema.  

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per le batterie  

Le sfide imposte dall’ elettrificazione dei consumi sono costose e (paradossalmente) in alcuni casi legate ad abusi ambientali. Non è una novità che, nella catena di approvvigionamento energetico, il ruolo dei materiali per la realizzazione di sistemi di accumulo sia cruciale. Senza batterie i veicoli elettrici non avrebbero autonomia, e gli impianti fotovoltaici non potrebbero “funzionare” anche di notte. Ma le alternative alle “terre rare” e infiammabili sono difficili da trovare. Chemix, una startup americana, sta utilizzando l’intelligenza artificiale per muoversi più velocemente in quest’ambito e testare fisicamente diversi tipi di batterie.

Nuove molecole da testare con l’IA

L’IA, da quanto riferisce il cofondatore e CEO Kaixiang Lin, suggerisce nuove molecole da testare quotidianamente, limitando all’essenziale l’intervento umano. Il sistema impiega circa sei mesi per progettare nuove batterie in grado di superare le prestazioni delle batterie esistenti sul mercato, in media del 300%. I primi esperimenti sono iniziati allo scopo di produrre una batteria priva di cobalto e nichel, metalli la cui estrazione risulta alquanto dannosa per l’ambiente, e visti gli ottimi risultati, la raccolta di dati di alta qualità per alimentare l’intelligenza artificiale continua incessantemente. 

Riformulazioni a velocità record

ll sistema non smette mai di lavorare a nuovi prototipi. I materiali utilizzati in ogni progetto possono essere sostituiti senza cambiare le apparecchiature negli impianti di produzione, in modo da sfruttare gli attuali processi e rimodulare la ricetta a velocità record.

Anche gli scienziati della Carnegie Mellon hanno recentemente utilizzato robot e intelligenza artificiale per progettare batterie a ricarica più rapida, ed è probabile che l’uso dell’IA per riprogettare i sistemi di accumulo aumenti, similmente a come è avvenuto per i farmaci.

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