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Mase, al via la fase di consultazione per l’aggiornamento del PNIEC

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È online il nuovo questionario consultivo per l’aggiornamento del PNIEC, il Piano Nazionale integrato Energia e Clima. La consultazione, realizzata dal Mase con il supporto del GSE, resterà aperta fino al 31 marzo 2024. A chi si rivolge? Alle istituzioni, ai privati, alle associazioni e agli stakeholder.
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La fase di consultazione

Con l’avvio dato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), parte la fase di consultazione per l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), con il supporto del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ove nel sito è possibile visionare il documento.

Si tratta di un vero e proprio questionario, costituito da domande a risposta multipla, che rimarrà online fino al 31 marzo 2024, e che ha il fine di raccogliere orientamenti da parte di privati, associazioni, stakeholders e istituzioni. L’attenzione è rivolta soprattutto a determinate tematiche, che riguardano l’ambito energetico, ambientale e della mobilità.

21 i quesiti previsti

Sono 21 i quesiti previsti, che vanno a toccare ambiti differenti, e che sono parte di un documento non ancora definitivo.

Quest’ultimo infatti, arriverà dalla Commissione europea entro il mese di giugno, trattando anche la valutazione di nuovi strumenti per l’efficienza e la riduzione delle emissioni degli edifici, dei trasporti e dell’agricoltura, nonché lo sviluppo di nuovi carburanti quali idrogeno e biometano, sempre ai fini della sicurezza energetica.

Tanta attenzione è riservata poi alla cattura della CO2, con progetti CCS (Carbon Capture and Storage) da avviare su larga scala per una decarbonizzazione graduale. Tutto questo, arriva dopo l’invio del Mase, avvenuto a luglio 2023, della proposta di aggiornamento del PNIEC rivolta a Bruxelles.

Quali le intenzioni?

Quali le intenzioni? Fissare gli obiettivi nazionali al 2030 sulle rinnovabili e le ambizioni da soddisfare da qui ai prossimi anni, includendo anche le interconnessioni e le azioni da mettere in campo per rafforzare, e rendere più competitivo, il mercato unico dell’energia.

Ricordiamo che l’Italia vorrebbe raggiungere quota 40% per quel che concerne le fonti alternative nei consumi finali lordi nazionali, che sale però al 65% per i consumi solo elettrici e senza dimenticare il 37% di energia da Fer, per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici. Altro fine sarebbe il 31% da raggiungere nell’ambito trasporti, e il 42% di idrogeno da generare per le industrie.

I traguardi da non perdere di vista

I traguardi da non perdere di vista sono dunque chiari, guardando al 2030 come una tappa intermedia verso la neutralità climatica del 2050.

Lo scopo del PNIEC sarebbe anche mettere il cittadino e le imprese al centro rendendole protagoniste, oltre che beneficiarie, della transizione, promuovendo al contempo le comunità energetiche rinnovabili e spingendo verso un’elettrificazione dei consumi. Vedremo adesso in che direzione si andrà, non appena sarà possibile valutare i risultati della consultazione.

Per il ministro del Mase Gilberto Pichetto Fratin, ciò che ci si aspetta è un contributo fattivo, con l’idea di rendere questo strumento ambizioso ma allo stesso tempo realistico.

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