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La più grande Comunità Energetica Rinnovabile agricola d’Italia

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Edison e Cesab hanno presentato i risultati dello studio “Agrigreen Fondi 2022” per rendere sostenibili le aziende agricole della Piana di Fondi che, nel 2023, vedrà entrare in esercizio la più grande Comunità Energetica Rinnovabile agricola d’Italia. 

Un modello replicabile

Edison Energia, società del Gruppo Edison attiva nella vendita di energia elettrica e gas e servizi a famiglie e imprese, e Cesab, Centro ricerche in Scienze Ambientali e Biotecnologie, hanno presentato i risultati del progetto di ricerca “AgrigreenFondi 2022” per la sostenibilità economica, ambientale e sociale della Piana di Fondi. 

Si tratta di un modello replicabile a livello nazionale, che si concretizzerà in una comunità energetica i cui benefici saranno a vantaggio di tutti.

La CER più grande d’Italia 

L’obiettivo finale è realizzare la Cer agricola più grande d’Italia, puntando sull’efficienza energetica del settore agricolo nel territorio di Fondi.

A fine 2022 il progetto ha raccolto le prime manifestazioni di interesse a partecipare alla Comunità energetica agricola da parte dell’Ente Parco Ausoni, del Comune di Fondi, di imprese singole e organizzazioni di produttori agricoli. La Cer vedrà Cesab come soggetto aggregatore, Edison Energia fornitore esterno e tre soggetti coinvolti: i consorzi delle aziende agricole, l’Ente Parco e il Comune di Fondi. Unitamente ai benefici economici e ambientali del progetto, la costituzione della Comunità permetterà di conseguire benefici sociali, in quanto la sostenibilità porta a una migliore qualità del prodotto finale, realizzato in un ambiente più salubre e pulito. 

Lo studio

Lo studio si pone l’obiettivo di fornire alle aziende agricole del contesto territoriale di Fondi, le best practices da adottare al fine di ridurre gli impatti legati alle attività agricole, ponendo l’attenzione su quelli legati ai loro consumi energetici, idrici e all’utilizzo di combustibili fossili. 

Da dicembre 2021 a giugno 2022, Cesab ha raccolto i dati sulle aziende agricole mediante l’utilizzo di un questionario che ha permesso di intervistare 207 imprenditori agricoli che operano nell’area, in particolare tra i comuni di Monte San Biagio, Fondi e Sperlonga. L’area oggetto della ricerca si caratterizza per avere al suo interno aziende di diversa dimensione, connotazione e settore agricolo di coltivazione

I parametri

Per ovviare al problema di mancanza di omogeneità dei dati che rendeva difficile il confronto, è stato deciso di suddividere le aziende agricole in cluster per dimensione territoriale, produttiva, energetica e ambientale. Dall’analisi e comparazione dei dati è emerso come, a parità di tipologie di ortaggi coltivati e di metodi di coltivazione, il dato che meglio suddivide in classi le aziende, è la superficie di terreno coltivato in serra. Tutti gli altri parametri, tra cui anche il consumo di energia sia da fonti fossili, in particolare gasolio, che rinnovabili, risultano legati a questo.

A seguito del censimento delle realtà imprenditoriali del territorio sono state individuate quattro aziende campione da prendere a riferimento come caso studio:

  • aziende piccole 
  • aziende medie 
  • aziende grandi  
  • aziende di altre tipologie (vivaisti, frantoi, altri). 

Per ogni categoria sono state ricercate soluzioni tecniche ed impiantistiche per ridurre i diversi impatti, in particolare quelli legati ai consumi energetici. Soluzioni che permettono di ridurre il consumo di energia e allo stesso tempo di produrla per il mantenimento di tutto l’agro-ecosistema dell’azienda stessa: impianti energetici da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, gassificatori di biomassa, digestori per la produzione di biogas), sistemi di agricoltura di precisione, automazione.

I consumi energetici

In merito ai consumi energetici, è stato riscontrato, per il 54% delle aziende, un costo medio per il consumo di energia elettrica compreso tra i 2.500 ed i 5.000 euro l’anno. A cui segue un 33% di attività che si attesta su valori di consumi minori di 2.500 euro l’anno, per la gran parte corrispondenti ad un valore di 2.000 euro. I valori di consumi più alti, che possono raggiungere anche i ventimila euro, si hanno per aziende aventi superfici a serra molto estese, dai 7 fino ai 16 ettari.

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