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Petrolio: la Libia ritorna primo fornitore dell’Italia dopo 10 anni

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In ambito petrolio, la Libia ha un obiettivo ben preciso: raggiungere i 2 milioni di barili al giorno entro il 2025. A tale scopo, la National Oil Corporation (Noc) sta parlando di una produzione aumentata di ben 40.000 barili quotidiani, e questo accade da ottobre 2022. In che situazione siamo oggi?

La collaborazione industriale con la Libia

È recente l’intenzione dell’Italia di rilanciare la collaborazione industriale con la Libia, puntando anche su materie prime critiche e sulle tecnologie green.

Il problema però, è che tutto questo avviene in parallelo con lo sviluppo del gas e delle fonti fossili, rallentando la decarbonizzazione mondiale e allontanando sempre di più la tanto sperata neutralità.

Una scoperta

Il Paese nordafricano ritorna così a essere il primo fornitore di petrolio per lo Stato italiano, anche per via di una scoperta avvenuta ad aprile a ridosso del Golfo della Sirte, da parte della National Oil Corporation (Noc), l’ente petrolifero libico.

Nello specifico, è stata individuata una produzione pari a 470.000 piedi cubi al giorno di gas, e 626.000 barili di petrolio giornalieri.

Un’occasione per accelerare il processo di stabilizzazione del Paese

Per la Nazione, si tratta di un risultato importante e frutto del duro lavoro, del monitoraggio continuo e della grande attenzione prestata dai vertici per aumentare i tassi. Al contempo però, si parla anche di un’occasione per accelerare il processo di stabilizzazione del Paese, pur mettendo a repentaglio gli obiettivi green fissati a livello internazionale.

L’alleanza con il governo Meloni poi sembra stringersi sempre di più, in concomitanza con la Camera di Commercio unificata italo-libica e la Fiera Internazionale di Tripoli del 15-21 maggio, giunta alla cinquantesima edizione.

Una nuova tecnologia di perforazione

Adesso, adoperando una nuova tecnologia di perforazione direzionale chiamata ‘Geosphere 3D’, si stanno raggiungendo nel territorio africano delle profondità da record per quel che concerne la perforazione dei pezzi, così come dichiarato dalla società Noc.

Proprio la ricerca e l’innovazione stanno dunque permettendo allo Stato di crescere anno dopo anno, prevedendo anche, nei prossimi giorni, l’installazione di una pompa sommersa e di un regolatore per avere maggiori quantità di carburante.

Fino a 4.000 barili al giorno in più

Le squadre tecniche della compagnia Al Waha, sussidiaria dell’ente petrolifero libico, hanno inoltre completato e testato il pozzo di sviluppo 6K5 nel giacimento di Gialo, ad una profondità di circa 11.000 piedi, raggiungendo così fino a 4.000 barili al giorno in più con tempi di produzione mai visti prima d’ora.

Questo è di certo pericoloso per la transizione già in atto, ma per molti si tratta di scelte obbligatorie che porteranno poi a una graduale cambiamento.

Una dichiarazione congiunta

Riprendendo poi il rapporto con l’Italia, è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha firmato a Tripoli una dichiarazione congiunta finalizzata alla promozione di iniziative di collaborazione economica e industriale, sempre a fini energetici.

L’intesa si pone nello specifico l’obiettivo di facilitare gli investimenti diretti tra le imprese dei due Paesi, esplorando forme di cooperazione nell’ambito della duplice transizione ambientale e digitale. Ma davvero andrà così?

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