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Eolico, completata a Palermo la costruzione del parco di Roccapalumba da 47 MW

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Il portafoglio di Erg in ambito rinnovabili continua ad allargarsi. Il Gruppo ligure ha infatti completato la costruzione del nuovo parco eolico di Roccapalumba, in provincia di Palermo. Quali le ambizioni e di che tipo di impianto si tratta?

Potenza installata complessiva di 47 MW

Dopo l’accordo siglato tra Erg e Google per la fornitura di energia pulita prodotta dal parco eolico di Roccapalumba, i lavori sono adesso stati completati, e si prevede l’entrata in esercizio commerciale del sito entro la fine del primo trimestre 2024.

L’impianto, interamente sviluppato e costruito dal produttore italiano, è costituito da 13 turbine Vestas da 3,6 MW, per una potenza installata complessiva di 47 MW, e una produzione annua stimata a regime di circa 100 GWh. Tutto questo, sarà valorizzato al meglio con il Power purchase agreement (Ppa) siglato con il gigante americano.

Un nuovo impianto greenfield

Paolo Merli, amministratore delegato di Erg, ha spiegato che l’avvio del parco darà ulteriore impulso alla crescita del portafoglio rinnovabile della società, grazie a un nuovo impianto greenfield che fornirà energia pulita a Google per i prossimi vent’anni.

Avendo completato la costruzione, è dunque partita l’energizzazione del sito, situato nello specifico a circa 70 chilometri da Palermo. Ma cosa si intende nello specifico per ‘greenfield’? Con tale termine ci si riferisce a quei progetti realizzati con un tipo di investimento estero diretto (IDE), in molti casi da parte di una società multinazionale.

L’obiettivo può essere la creazione di una filiale in un Paese straniero, costruendo una nuova impresa a partire da zero, o quella di una centrale secondo le sue specifiche, e dunque formare i dipendenti secondo degli standard aziendali ben precisi, e lavorare anche con determinati processi di fabbricazione.

I Pro e i contro

Quali sono i pro e i contro di tali operazioni? Sia i costi che i rischi sono piuttosto elevati, ma dall’altra parte c’è anche il vantaggio di un controllo totale da parte dell’azienda nella fase di costruzione.

Inoltre, quando si tratta di siti importanti come questi, è necessaria una pianificazione molto più complessa, che non include solo un maggior esborso di capitale, ma anche un impegno più a lungo termine.

In Italia

In Italia si sta sempre più lavorando per dar vita a progetti del genere. Un esempio è GreenIT, la joint venture italiana nata nel 2021, e partecipata al 51% da Plenitude e al 49% da CDP Equity, che ha sottoscritto un accordo con Galileo, piattaforma paneuropea di sviluppo ed investimento nel settore delle rinnovabili.

Le ambizioni? Realizzare 8 nuovi impianti fotovoltaici in tre regioni dell’Italia meridionale, centrale e settentrionale, per una capacità complessiva di circa 140 MW. Le iniziative rientrano nel Piano Industriale 2023-2027 approvato da GreenIT lo scorso aprile, con investimenti complessivi per 1,7 miliardi di euro.

L’obiettivo è raggiungere una capacità installata di circa 1000 MW per la costruzione di siti greenfield. In particolare, le opere sorgeranno in Puglia, Sicilia e nel Lazio, e riguarderanno soprattutto l’energia solare.

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