Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Transizione energetica, le regioni povere dell’Ue si affidano al crowdfunding e alle CER

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Le regioni più svantaggiate dell’Unione Europea stanno pensando al crowdfunding e alle comunità energetiche come soluzioni per finanziare la transizione energetica.

Il crowdfunding ‘energetico’

La transizione energetica è un processo piuttosto lungo e complesso che si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale utilizzando sempre meno combustibili fossili. Il problema però è che non tutti i Paesi hanno delle alternative valide alle quali aggrapparsi, perché non tutti hanno le stesse disponibilità economiche.

Ci sono degli Stati, come la Germania, da tempo in prima linea nella lotta al cambiamento climatico, con investimenti significativi nelle rinnovabili e nell’implementazione di politiche di sostegno. 

Tante altre Nazioni però sono ancora indietro, a causa di sfide economiche difficili da superare, e politiche incoerenti e dipendenti dalle fonti tradizionali. Parliamo, per esempio, di Romania e Bulgaria, il cui Pil pro capite è inferiore alla media europea. Ed ecco che allora questi Paesi stanno pensando al crowdfunding ‘energetico’ come forma di finanziamento dal basso, e non solo.

Le comunità energetiche 

La partecipazione diretta dei cittadini come utenti-consumatori ma anche come investitori, potrebbe davvero essere di grande contributo alla transizione energetica, e lo dimostra la continua crescita delle cooperative energetiche. 

Parliamo di associazioni composte da enti pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di elettricità da impianti rinnovabili, e si affidano all’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. 

Sia nel caso del crowdfunding che delle comunità energetiche, si mettono in pratica dei principi molto simili, che hanno come obiettivo finale quello di investire sulla sostenibilità e beneficiarne economicamente. La vera differenza tra i due metodi di finanziamento, è che il primo sta stentando a decollare, mentre il secondo ha già attirato l’attenzione a livello globale.

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