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La Cina vuole investire quasi 10 miliardi di dollari per il litio in Afghanistan

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Secondo delle fonti governative, la Cina vorrebbe investire quasi 10 miliardi di dollari in Afghanistan, con l’obiettivo di sviluppare le riserve di litio del Paese. 

Riserve di litio per 10 miliardi di dollari

Sembrano esserci delle trattative in corso tra la Cina e l’Afghanistan sulle riserve di litio. Il ministero delle Miniere e del Petrolio del governo guidato dai talebani ha fatto sapere che una società cinese, la Gochin, vorrebbe investire su questi depositi 10 miliardi di dollari

L’interesse dell’Afghanistan: più di 120.000 nuovi posti di lavoro

Il ministro del decastero, Shahabuddin Delawar, ha incontrato i rappresentanti dell’azienda di Pechino a Kabul, mostrando interesse verso questa proposta che, secondo delle stime governative, potrebbe creare 120.000 posti di lavoro diretti, oltre che un milione indiretti.

Ma non è solo questo a catturare l’attenzione del regime talebano. Avere la Cina come potenziale partner è una prospettiva che potrebbe includere l’Afghanistan tra quei paesi già coinvolti nella Belt and Road Initiative (Bri), iniziativa geopolitica adottata da Pechino nel 2013 per investire in più di 150 Paesi e organizzazioni internazionali, con l’obiettiva di crescere a livello economico e commerciale. 

L’interesse della Cina

La Cina è leader della vendita di veicoli elettrici (EV). Difatti, sul mercato mondiale ‘Battery energy storage systems’ si attende presto il suo superamento degli Stati Uniti, accrescendo le proprie potenzialità di accumulo energetico del 66% entro il 2030.

Per tale ragione, il Paese sente sempre di più la necessità di assicurarsi le forniture di litio, cobalto, grafite e nickel, importanti per realizzare le batterie delle auto elettriche. Ma l’Afghanistan non è l’unica Nazione ad attirare l’attenzione su questo proposito. 

Negli ultimi cinque anni, aziende cinesi quali Ganfeng e Tianqi Lithium, hanno investito anche in Argentina, Bolivia, Messico e Cile. 

La preoccupazione degli Usa e dell’Europa

Il bisogno di Pechino di accedere a depositi di litio sempre più promettenti a livello globale desta preoccupazione per la sicurezza degli approvvigionamenti negli Stati Uniti e  nell’Unione Europea, soprattutto perché il governo cinese controlla il 58% della capacità globale di processazione di questo minerale per la produzione delle batterie. 

Secondo delle stime di UBS, la quota mineraria per l’output di litio estratto dalle miniere sotto il controllo della Cina aumenterà dal 24% del 2021, al 32% entro il 2025, e questo non solo influenzerà il mercato, ma potrebbe anche comportare altri rischi geopolitici. 

A prescindere da quali siano le reali motivazioni che hanno portato a questo accordo, la firma del contratto conferirà comunque a Pechino un controllo formale delle risorse del Paese afgano, restringendo ancor di più il perimetro delle riserve sfruttabili dai competitor occidentali.

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