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Cala il prezzo del litio e la Cina risponde: bisogna tagliarne la produzione e fissare un prezzo minimo

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Il prezzo del litio sta scendendo, ed è per questo che i principali produttori cinesi stanno pensando di tagliarne la produzione e stabilire un costo minimo nel tentativo di contrastare il trend discendente.

Scende il prezzo del litio

Dopo il rialzo registrato nel mese di novembre, i prezzi del litio sono scesi di oltre il 60%, soprattutto a causa della debolezza della domanda cinese di veicoli elettrici. Per i consumatori, questo comporta il calo del costo delle batterie. Ma per gli analisti, la domanda è comunque destinata a crescere nel medio e lungo termine, in vista degli obiettivi per la decarbonizzazione e la transizione energetica

La Cina risponde tagliando la produzione

Stando a quanto riferito alla Reuters e secondo una pubblicazione citata da Bloomberg, dopo il recente calo dei prezzi, i principali produttori di litio della Cina stanno decidendo di tagliarne la produzione, per cercare di aumentarne il costo. 

In particolare, potrebbero decidere di fissare un prezzo minimo che non dovrebbe essere inferiore a 250.000 yuan per una tonnellata di carbonato di litio (circa 30.000 euro).

L’incontro e le previsioni di UBS: da 194.000 tonnellate nel 2022 a 705.000 tonnellate entro i prossimi due anni

Si tratta di decisioni prese durante un incontro che ha visto la partecipazione di almeno dieci compagnie cinesi, e che si è tenuto a Nanchang, nel sud del Paese. Tra queste, l’azienda mineraria e manufatturiera Tianqi Lithium e Ganfeng Lithium, uno dei più grandi fornitori al mondo di questo minerale. Entrambe controllano rispettivamente il 46% e il 24% circa della produzione mondiale.

Secondo una nota pubblicata dalla banca d’investimento svizzera UBS e che è stata riportata da Bloomberg, si prevede che la Cina finirà per controllare quasi un terzo della fornitura globale di litio entro il 2025, e che le miniere controllate da Pechino, anche quelle in Africa, vedranno la loro produzione totale più che triplicata in soli tre anni: da 194.000 tonnellate nel 2022 a 705.000 tonnellate entro i prossimi due anni.

L’accordo offerto da CATL sul mercato del litio

Il mese scorso, l’azienda cinese CATL, conosciuta per essere il più grande produttore di batterie al mondo, ha offerto un accordo a diversi clienti e compagnie automobilistiche: bloccare le forniture a dei prezzi più bassi, accettando però di fare della società il loro principale fornitore, per almeno l’80%. 

La transizione energetica e la corsa alle rinnovabili sta innescando una ricerca sempre più costante dei minerali critici. Gli Stati Uniti e l’Unione europea, in particolare, stanno lavorando per garantirsi la sicurezza negli approvvigionamenti di queste materie prime e ridurre i rischi di una dipendenza eccessiva dalla Cina. Riuscirà il Paese asiatico a controllare e dominare il mercato del litio?

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