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Comunità Energetiche Rinnovabili e Comunità Energetiche Digitali. Intervista a Emanuele Spampinato, Presidente EHT

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Comunità energetiche rinnovabili, ma anche Comunità energetiche digitali, quali sono le tecnologie abilitanti della transizione energetica?

Sicuramente il digitale è un elemento abilitante, soprattutto la dimensione comunitaria di quella che è la realizzazione di una iniziativa dove consumatori e produttori di energia si mettono insieme per ottimizzare quella che è l’energia condivisa. Lì il digitale è un elemento abilitante per creare lo spirito di comunità e far si che la comunità sia basata su elementi evidenti, trasparenti, misurabili [..]. Che poi è l’obiettivo alto di queste iniziative, dove il comportamento sostenibile, la dimensione sociale, economica ed ambientale diventano portanti e fondamentali per il successo delle comunità.

Quali sono le soluzioni proposte da EHT?

Abbiamo le piattaforme software di base che servono a sostenere la comunità, anche da un punto di vista gestionale. Parliamo di gestione degli aderenti alla comunità, un vero e proprio contratto, come se si scegliesse un gestore del servizio elettrico o del servizio idrico. Ma anche della gestione della bollettazione e dello scambio dell’energia prodotta rispetto a quella consumata, ma soprattutto poi della gestione di questi dati fondamentali per poi rendere efficace ed efficiente la comunità nella condivisione dell’energia prodotta e bilanciata con quella consumata. Poi gli altri due pilastri sono sicuramente la capacità di misurare con la sensoristica quelli che sono i dati di consumo di produzione, ma anche dati ambientali, di come le persone vivono gli ambienti, siano essi residenziali, sia lavorativi e come interagiscono con quelli che sono i valori meteoclimatici (temperatura interna, temperatura esterna, umidità). Tutti questi dati consentono poi di ottimizzare e orientare i comportamenti tramite le applicazioni mobili. Queste diventano dunque lo strumento interattivo che consente all’aderente alla comunità di interagire, guardando anche a modelli di gamefication, dove il comportamento virtuoso viene premiato, non solo con un risparmio in bolletta ma anche l’accumulo di valori che possono essere spesi all’interno di un contesto di altri soggetti che si affiliano alla comunità e che utilizzano questi punti, chiamiamoli così, che vengono accumulati come valore tangibile per offrire poi servizi o prodotti in convenzione.

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