Roma, 19/05/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Iren, risultati primo trimestre 2024: Ebitda cresce del 4%, ma l’utile netto cala del 10%

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Il Consiglio di amministrazione del Gruppo Iren ha approvato i risultati al 31 marzo 2024. Bene il margine operativo lordo, male l’utile netto. Continua la crescita sostenibile di Iren, con la maggioranza degli indicatori di performance in linea rispetto alle previsioni di Piano e in miglioramento rispetto al primo trimestre 2023. Tutti i risultati finanziari ed operativi.

Il trimestre si è caratterizzato con una crescita del +4% del Margine Operativo Lordo (EBITDA) che si attesta a 383 milioni di euro e un miglioramento dell’indebitamento rispetto a fine anno a fronte della realizzazione di importanti investimenti per complessivi 184 milioni di euro. I forti investimenti degli ultimi anni hanno consentito il raggiungimento di importanti obiettivi industriali, come la continua crescita della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, nel periodo pari al 72%, l’incremento nel trimestre del +14% di materia recuperata negli impianti di trattamento del Gruppo e la crescita del 12% di energia rinnovabile venduta ai clienti finali. Confidenti dei risultati dei primi mesi dell’anno, alziamo la guidance per il 2024.

Principali indicatori

  • Margine Operativo Lordo (EBITDA) pari a 383 milioni di euro (+4% rispetto a 368 milioni di euro al 31/03/2023). L’incremento dell’EBITDA è principalmente determinato dalla crescita organica, dagli adeguamenti tariffari nelle attività di distribuzione e dal pieno recupero della marginalità della BU Mercato, nonostante la rilevante contrazione dei prezzi delle commodities energetiche che hanno penalizzato la marginalità delle attività di generazione di energia elettrica e calore.
  • Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti pari a 122 milioni di euro (-10% rispetto a 135 milioni di euro al 31/03/2023). La decrescita temporanea, in quanto è prevista già nei prossimi trimestri un’inversione del trend, è interamente imputabile all’incremento del tax rate. Lo scorso anno il tax rate del Gruppo era significativamente inferiore, per effetto della non imponibilità dei crediti di imposta riconosciuti a contrasto dei costi dell’energia delle imprese. Il risultato ante imposte (EBT) è infatti in linea con quello dello scorso anno.
  • Indebitamento finanziario netto in miglioramento pari a 3.912 milioni di euro (-1% rispetto a 3.932 milioni di euro al 31/12/2023). Il miglioramento rispetto a fine 2023, nonostante gli importanti investimenti, è stato possibile grazie al positivo flusso operativo di cassa, che ha anche beneficiato della cessione dei crediti fiscali da Superbonus.
  • Investimenti pari a 184 milioni di euro in calo del 7% rispetto al primo trimestre 2023, destinati principalmente alla realizzazione delle infrastrutture previste dai Piani d’ambito del ciclo idrico integrato, all’ammodernamento delle reti gas ed elettriche, all’acquisto di mezzi ed attrezzature della raccolta e alla realizzazione di impianti di trattamento rifiuti e di generazione rinnovabile.
  • Continua la crescita sostenibile di Iren, con la maggioranza degli indicatori di performance in linea rispetto alle previsioni di Piano e in miglioramento rispetto al primo trimestre 2023: 72% di raccolta differenziata, +14% di materia recuperata negli impianti del Gruppo, 71% di reti idriche distrettualizzate e +12% di energia rinnovabile venduta ai clienti finali.

Il Consiglio di amministrazione di IREN S.p.A. ha approvato in data odierna i risultati consolidati al 31 marzo 2024.

“I risultati positivi appena approvati confermano la solidità finanziaria e gestionale del gruppo Iren, garantita da un piano industriale equilibrato e solido che stiamo seguendo e del quale presenteremo a fine giugno un aggiornamento. – dichiara Luca Dal Fabbro, Presidente esecutivo di Iren – Un primo trimestre caratterizzato da importanti traguardi industriali, allineati alla traiettoria del piano, come ad esempio l’aggiudicazione di due gare nella raccolta rifiuti, che contano complessivamente quasi 170 comuni nella provincia di Asti e Cuneo, l’aggiudicazione della gara per la gestione del servizio idrico integrato della provincia di Piacenza fino al 2040, con un valore stimato di 1 miliardo e 254 milioni di euro, e il signing dell’acquisizione di EGEA, multiutility di Alba e del cuneese. Pertanto, confidenti dei risultati del trimestre, alziamo la guidance per il 2024, prevedendo una crescita sia a livello di EBITDA sia di Utile netto del 4% rispetto al 2023.”

Grazie agli investimenti pari a 184 milioni di euro, continua la crescita del Gruppo con grande attenzione anche alla sostenibilità finanziaria. Per quanto riguarda i principali target ESG a fine marzo 2024 Iren ha raggiunto il 72% di raccolta differenziata, un incremento del +14% di materia recuperata negli impianti di proprietà, il 71% di reti idriche distrettualizzate e una crescita del +12% di energia rinnovabile venduta ai clienti finali. – dichiara Moris Ferretti, Vicepresidente esecutivo di Iren – Risultati importanti e resi possibili grazie ai nostri dipendenti.”

GRUPPO IREN: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2024

I Ricavi consolidati al 31 marzo 2024 si attestano a 1.567,7 milioni di euro in diminuzione del -22,4% rispetto ai 2.019,8 milioni di euro del primo trimestre 2023. I principali fattori di contrazione del fatturato sono riferibili ai ricavi energetici, influenzati per oltre 500 milioni di euro dalla riduzione dei prezzi delle commodities, parzialmente compensata da maggiori ricavi per circa 100 milioni di euro correlati ai maggiori volumi, anche per l’effetto climatico. Risultano in flessione anche i ricavi inerenti alle attività di efficientamento energetico quali le riqualificazioni energetiche degli edifici, a causa del progressivo completamento dei lavori correlati al Superbonus 110% (-81 milioni circa). Infine, le variazioni di perimetro incidono sui ricavi per circa 24 milioni di euro e sono riferibili al consolidamento di Sienambiente (da gennaio 2024) e AcquaEnna (da giugno 2023).

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 383,2 milioni di euro, in aumento del +4% rispetto ai 368,5 milioni di euro del primo trimestre 2023. Il primo trimestre 2024 dal punto di vista gestionale è stato caratterizzato da uno scenario energetico meno favorevole rispetto allo scorso anno, da importanti revisioni tariffarie che hanno interessato la BU Reti (con l’aggiornamento positivo dei parametri regolatori) e dall’avvio, seppur ancora non a regime, della fase operativa di alcuni impianti della filiera Ambiente.

Per quanto concerne lo scenario energetico il principale fattore caratterizzante il periodo è la flessione del prezzo dell’energia elettrica (-41,4% sul 2023) e quindi dei margini di generazione elettrica e calore; ciò ha comportato un forte impatto negativo sul margine operativo lordo (-61 milioni di euro), parzialmente assorbito (+30 milioni di euro) dalle maggiori quantità prodotte, in particolare legate alla produzione Idroelettrica, che ha beneficiato di un miglioramento dell’idraulicità. Particolarmente positiva risulta l’attività di commercializzazione, principalmente in riferimento alla vendita di energia elettrica, che ha beneficiato di un importante recupero della marginalità (+30 milioni di euro).

Un contributo positivo al margine è generato dalla crescita organica correlata agli incrementi tariffari in conseguenza degli investimenti effettuati sulle reti negli scorsi anni, oltre che alle revisioni tariffarie di inizio anno (+22 milioni di euro).

Concorrono infine al miglioramento del margine le variazioni di perimetro correlate al consolidamento di Sienambiente (da gennaio 2024) e di AcquaEnna (da giugno 2023), per circa 6 milioni di euro.

La variazione del margine in riferimento alle singole business unit è così suddivisa: in forte miglioramento la business unit Mercato +42,7%, Reti +29,7%, Ambiente in linea con il 2023, Energia -32,6%.

Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 213,3 milioni di euro, in aumento del +1,4% rispetto ai 210,3 milioni di euro del primo trimestre 2023. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 14,5 milioni di euro relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento, minori accantonamenti netti al fondo rischi per circa 3 milioni di euro, mentre l’accantonamento al fondo svalutazione crediti risulta sostanzialmente allineato al 2023.

L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 122,2 milioni di euro, in calo (-9,6%) rispetto al risultato al 31 marzo 2023. La decrescita temporanea, in quanto è prevista già nei prossimi trimestri un’inversione del trend, è interamente imputabile all’incremento del tax rate. Lo scorso anno il tax rate del Gruppo era significativamente inferiore, per effetto della non imponibilità dei crediti di imposta riconosciuti a contrasto dei costi dell’energia delle imprese. Il risultato ante imposte (EBT) è infatti in linea con quello dello scorso anno.

L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 3.912 milioni al 31 marzo 2024, in miglioramento (-1,0%) rispetto al dato del 31 dicembre 2023. Il miglioramento è stato possibile grazie al flusso di cassa operativo che ha coperto completamente gli importanti investimenti. Da segnalare inoltre l’impatto positivo della cessione dei crediti fiscali da Superbonus.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 184 milioni di euro, in calo (-7%) rispetto allo stesso periodo del 2023, di cui 19 milioni di euro inerenti al consolidamento di Sienambiente. Gli investimenti del periodo sono stati destinati principalmente alla realizzazione delle infrastrutture previste dai Piani d’ambito del ciclo idrico integrato, all’ammodernamento delle reti gas ed elettriche, all’acquisto di mezzi ed attrezzature della raccolta e alla realizzazione di impianti di trattamento rifiuti e di generazione rinnovabile.

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