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Stato dell’Unione energetica 2023. Nell’Ue il 60% di energia solare in più, rinnovabili al 40%. Il documento

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Nel documento illustrato a Bruxelles, la Commissione europea esamina la risposta dell’Unione alla crisi energetica degli ultimi due anni, valuta lo stato di avanzamento della transizione verde a livello nazionale, europeo e mondiale, definisce le sfide e le opportunità future in relazione agli obiettivi in materia di clima ed energia per il 2030 e il 2050.

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La Relazione sullo Stato dell’Unione energetica 2023

Durante l’anno passato l’Unione europea (Ue) ha messo a segno diversi risultati molto positivi in termini di decarbonizzazione e nuova capacità di energia pulita e rinnovabile.

Solo per il solare fotovoltaico sono stati installati impianti per 41 GW di nuova capacità, il 60% su base annua (26 GW nel 2021), mentre per l’eolico la crescita di nuova capacità è del 45% rispetto al 2021.

Sempre nel 2022 il 39% dell’energia elettrica nei mercati dell’Ue è stato generato da fonti rinnovabili e a maggio eolico e solare hanno superato il fossile per la prima volta nella produzione di energia elettrica.

Sono alcuni dei risultati illustrati dalla Commissione europea nell’ottava relazione sullo stato dell’Unione dell’energia 2023.

Un documento che affronta non solo la situazione attuale dal punto di vista delle forniture, degli stoccaggi, dei mercati (da quelli nazionali a quelli mondiali) e della geopolitica energetica, ma anche delle sfide future, in termini di strategie, investimenti, politiche e piani di decarbonizzazione.

I punti chiave, i numeri della decarbonizzazione e l’autonomia energetica dell’Ue

In primo piano i numeri, ovviamente, con la riduzione delle emissioni nette di gas serra, di circa il 3% nel 2022, raggiungendo un -32,5% rispetto ai livelli del 1990; la riduzione della dipendenza dalle forniture di combustibili fossili russi (-90% delle importazioni di petrolio; taglio importazioni di gas naturale da 155 a 80 miliardi di metri cubi per il 2022 e a 40-45 miliardi nel 2023); in generale, la domanda di gas si è ridotta di oltre il 18% rispetto ai cinque anni precedenti, risparmiando circa 53 miliardi.

In vista dell’inverno, gli impianti di stoccaggio del gas sono stati riempiti al 98% della capacità prima dell’inverno 2023/2024, con tre cicli di aggregazione della domanda di gas completati, raccogliendo 44,75 miliardi di metri cubi di domanda e incrociandola con 52 miliardi di metri cubi di offerte.

In tutta l’Ue, inoltre, sono stati alzati gli obiettivi di efficienza energetica per ridurre il consumo finale di energia dell’11,7% entro il 2030 e sono stati concordati obiettivi legislativi per una quota minima del 42,5% di energia rinnovabile nell’UE entro il 2030, con l’ambizione di raggiungere il 45%.

Risultati non pieni, potremmo dire, ma sicuramente incoraggianti nel prosieguo della transizione energetica ed ambientale, che impone massima attenzione al mercato interno e alle strategie geopolitiche, anche degli altri Stati/continenti.

 “I risultati della relazione indicano che il piano REPowerEU serve: La transizione all’energia pulita, la diversificazione e l’efficienza energetica sono le risposte dell’aumento della sicurezza energetica e del conseguimento degli obiettivi del Green Deal“, ha dichiarato Kadri Simson, commissaria per l’Energia.

Il futuro tra tecnologie pulite, fonti rinnovabili, industria net zero e materie prime

Per il futuro prossimo, invece, l’Unione dovrà continuare a garantire un’energia economicamente conveniente, affidabile e accessibile alle famiglie e a rafforzare la competitività dell’industria, sostenendo gli investimenti nelle tecnologie pulite.

Gli Stati membri devono dar seguito agli impegni condivisi presi, di cui i piani nazionali per l’energia e il clima (al momento in fase di aggiornamento) sono uno strumento fondamentale per pianificare e monitorare tale processo.

C’è però la necessità impellente di accelerare il passo per quel che riguarda l’energia da fonti rinnovabili e pulite. La quota di rinnovabili nel consumo finale lordo di energia ha raggiunto il 21,8% nel 2021.

Seguendo l’aumento medio annuo del 0,67% dal 2010, il nuovo obiettivo Ue del 42,5% nel 2030 richiederà una crescita molto più rapida nei prossimi anni. Le emissioni di gas a effetto serra continuano a scendere ogni anno, ma il ritmo deve aumentare, e quasi triplicare le riduzioni annuali per arrivare ai traguardi fissati per il 2030.

La relazione sullo stato dell’Unione dell’energia, infine, sottolinea diversi punti chiave, tra cui: l’importanza di rafforzare la competitività e la leadership industriale dell’Ue nel nuovo contesto energetico globale; l’esigenza di concludere la legislazione sull’assetto del mercato dell’energia elettrica; portare a termine la normativa sull’industria a zero emissioni nette e la normativa sulle materie prime critiche in particolare.

Tali proposte vanno ad integrare il pacchetto “Pronti per il 55%” e potranno offrire una solida base per lo sviluppo di fonti di energia pulita, reti e mercati stabili in tutta Europa.

Giornalista

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