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Idrogeno, il nuovo hub finlandese da 100 MW

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L’azienda finlandese Oulu Energy avvia la pianificazione di un nuovo hub da realizzare nel Nord del Paese, dalla capacità di elettrolisi di ben 100 MW. Il progetto rientra nella partnership avviata con P2X Solutions, azienda specializzata nella produzione di H2.

Il nuovo hub

Il nuovo hub da realizzare nella parte settentrionale della Finlandia ha grandi ambizioni da soddisfare. I combustibili prodotti nel nuovo sito (H2 e derivati) dovranno infatti sostituire, in modo graduale, i fuel fossili nel trasporto stradale, marittimo e aereo. Ma non solo. L’idea sarebbe anche quella di utilizzare i 200-400 GWh di calore generato nel processo come fonte di riscaldamento domestico locale.

Questo però sarà da valutare, lavorando all’infrastruttura poco per volta e prendendo in considerazione tutte le sue caratteristiche, compreso lo studio di fattibilità dell’impianto e la Valutazione di Impatto Ambientale. Il sito dovrebbe entrare in funzione nel 2028, prevedendo di avere una capacità di 100 MW di elettrolisi, oltre che un efficace sistema per la cattura della CO2.

Un altro progetto simile

L’hub di Oulu Energy rientrerà nell’ambito della partnership già avviata con un’altra importante realtà finlandese chiamata ‘P2X Solutions’, che opera nell’ambito dell‘idrogeno verde per accrescere il mercato e costruire per i clienti siti ben orientati, anche costruiti su misura a secondo di quelle che sono le necessità.

La società sta adesso lavorando anche a un altro progetto simile, che riguarda la realizzazione del primo impianto di produzione industriale di H2 green e metano sintetico ad Harjavalta, nella Finlandia occidentale. L’obiettivo in questo caso, è arrivare a 1 GW totale di capacità entro il 2031. 

Il ruolo della Finlandia

Tutto questo, non fa altro che rimarcare il ruolo della Finlandia, insieme a quello di altri Paesi quali Danimarca e Svezia, come leader della rivoluzione verde, soprattutto grazie allo sviluppo dell’eolico, all’elettrolisi dell’idrogeno, all’energia nucleare e alle iniziative di stoccaggio dell’anidride carbonica.

Già nel 2022, la società di ricerca Rystad Energy aveva previsto che la capacità dei tre Stati scandinavi sarebbe arrivata a 74 GW entro il 2030, con una generazione elettrica addirittura superiore al fabbisogno. Sarà davvero così?

Stando all’attualità e a un recente rapporto Eurostat, si parla di certo di Nazioni considerate tra le più virtuose per ciò che concerne le rinnovabili, seguite poi dai Paesi baltici come Portogallo e Austria. L’Italia invece, nello stesso report, rientra tra quei Paesi che hanno registrato quote inferiori alla media Ue del 23%.

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