Roma, 10/03/2026 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Idrogeno a basse emissioni, la Cina domina gli elettrolizzatori, ma la produzione globale avanza. Il Report IEA

11Idrogeno verde
Home > News > Idrogeno > Idrogeno a basse emissioni, la Cina domina gli elettrolizzatori, ma la produzione globale avanza. Il Report IEA

La Cina guida decisamente la corsa globale all’idrogeno a basse emissioni. Con il 65% della capacità mondiale di elettrolizzatori installata e quasi il 60% della capacità produttiva globale, il gigante asiatico primeggia incontrastato.

La corsa globale all’idrogeno

La Cina guida decisamente la corsa globale all’idrogeno a basse emissioni. Con il 65% della capacità mondiale di elettrolizzatori installata e quasi il 60% della capacità produttiva globale, il gigante asiatico primeggia incontrastato sebbene gli altri Paesi cerchino di colmare il divario. A riportarlo è l’ultima analisi dell’IEAGlobal Idrogen Review 2025.

Domanda globale in aumento, ma progetti a basse emissioni rallentati

Nonostante ritardi e cancellazioni, la produzione di idrogeno “verde” è destinata a crescere fino al 2030, seppur a un ritmo più lento rispetto alle previsioni di inizio decennio. L’edizione 2025 del Global Hydrogen Review evidenzia come la domanda globale nel 2024 abbia superato i 100 milioni di tonnellate, in crescita del 2% rispetto al 2023, trainata da raffinazione del petrolio e industria. La maggior parte dell’idrogeno prodotto deriva ancora da fonti fossili senza cattura delle emissioni, più economico rispetto alle alternative a basse emissioni.

Costi e infrastrutture frenano la crescita

Secondo il report, il divario di costo con l’idrogeno “verde” dovrebbe ridursi entro il 2030 grazie al calo dei prezzi tecnologici, alla diffusione delle rinnovabili e a nuove regolamentazioni. Tuttavia, costi elevati, domanda incerta e lentezza nello sviluppo delle infrastrutture frenano l’espansione del settore. La produzione potenziale di idrogeno a basse emissioni stimata per il 2030 si è ridotta a 37 milioni di tonnellate annue, dai 49 milioni previsti un anno fa.

Crescita prevista fino al 2030

Non tutti i progetti annunciati si concretizzeranno, ma la produzione è comunque destinata a salire: le iniziative già operative, in costruzione o con decisione finale d’investimento raggiungeranno oltre 4 milioni di tonnellate annue entro il 2030, cinque volte i livelli del 2024, con un ulteriore potenziale di 6 milioni di tonnellate annue se verranno adottate politiche mirate.

CONTINUA A LEGGERE SU KEY4BIZ

Articoli correlati