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ENI, ora il Congo è un fornitore globale di gas liquefatto (Lng). In arrivo primo carico a Piombino

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Entro i primi giorni di aprile vedremo arrivare davanti le coste di Piombino, in Toscana, il primo carico di gas naturale liquefatto (Lng) prodotto in Congo da Eni. Il progetto avviato in Africa dovrebbe garantire ad Eni e Brazzaville 4,5 miliardo di metri cubi di gas per anno di capacità di liquefazione gas a plateau.

Primo carico di gas liquefatto in viaggio verso Piombino

Inizia l’esportazione di gas naturale liquefatto (Lng) dal Congo. Ad affermarlo è l’Eni, che ha fatto partire il primo carico in direzione dell’Italia, della raffineria di Piombino. Si tratta della prima fase del progetto Congo Lng, che la multinazionale dell’energia italiana ha inaugurato un paio di anni fa.

Nei pressi del tirreno, di fronte alla città toscana, Eni consegnerà il primo carico alla Fsru locale, se tutto va bene nei primi giorni di aprile 2024.

La nave in viaggio si chiama Tango Floating Liquefied Natural Gas (Flng), con una capacità di liquefazione di circa 1 miliardo di metri cubi di gas per anno (Bcma).

A detta di Eni, il progetto Congo LNG “valorizzerà le risorse di gas del permesso Marine XII, anche facendo leva sugli asset esistenti, attraverso uno sviluppo in fasi e con l’obiettivo di zero gas flaring di routine”.

Secondo i numeri forniti dalla società, Congo LNG dovrebbe raggiungere circa 4,5 miliardo di metri cubi di gas per anno di capacità di liquefazione gas a plateau. Una seconda Flng, con una capacità di circa 3,5 Bcma, è attualmente in costruzione e inizierà la produzione nel 2025.

Il progetto Eni in Congo, non solo gas: 60 mila barili di greggio all’anno

In fase di illustrazione, si è spiegato che il progetto in questione “contribuirà a soddisfare il fabbisogno di energia della Repubblica del Congo, sfruttando il surplus di gas per la produzione di GNL. Ciò consentirà al Paese di entrare nel gruppo degli esportatori globali di Gas Naturale Liquefatto in tempi di record”.

A quanto pare è andata così, almeno sulla carta, poi bisognerà vedere quanti e quali saranno concretamente i vantaggi per il Paese africano, il comparto energetico locale, le imprese che ne fanno parte e gli abitanti.

Non solo gas liquefatto per il Congo, perché qui Eni tirerà fuori anche il petrolio, con una stima annunciata da Guido Brusco, Direttore Generale Natural Resources di Eni, di 60 mila barili di greggio al giorno.

Eni opera in Congo da oltre 50 anni ed è l’unica società attiva nello sviluppo delle risorse di gas del Paese. Attualmente fornisce gas alla Congo Electric Power Station (CEC), che garantisce il 70% della capacità di produzione di energia elettrica del Paese.
A livello di transizione energetica, tra le altre iniziative, il Centro di Eccellenza Oyo per le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica è stato recentemente consegnato al Ministero dell’Istruzione Superiore, della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione Tecnologica della Repubblica del Congo, che lo gestirà insieme all’UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale).

Inoltre, Eni sta sviluppando la produzione di materie prime agricole che non competono con la filiera alimentare, per alimentare le sue bioraffinerie.

Gnl, un mercato governato dagli americani

A livello di capacità di esportazione, gli Stati Uniti sono al primo posto nel mondo, con 92,9 milioni di tonnellate l’anno, seguiti da Australia (87,6 milioni) e Qatar (77,4 milioni).

Secondo un recente rapporto di Shell, la domanda globale di GNL crescerà del 50% da qui al 2040, nonostante le politiche green in continuo avviamento.

Giornalista

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