Roma, 20/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

GNL, il Qatar vuole espandere il più grande giacimento al mondo. Fino a che punto si spingerà?

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Il Qatar vuole aumentare la produzione del più grande giacimento di gas naturale del mondo, il North Field. L’ambizione sarebbe quella di aggiungere 16 milioni di tonnellate all’anno, come dichiarato dal ministro dell’Energia Saad Sherida al-Kaabi.

Espandere il North Field

Espandere il North Field, il più grande giacimento di GNL al mondo, è l’attuale ambizione del Qatar, che vuole aggiungere ulteriori 16 milioni di tonnellate all’anno a quelli già a disposizione. In questo modo, dai 77 milioni di oggi si potrebbe arrivare a 142 milioni, con un aumento dell’85% della produzione.

Ad annunciare i nuovi piani del governo qatariota è il ministro dell’Energia Saad Sherida al-Kaabi, nonché CEO di Qatar Energy. Tale decisione rafforzerà sempre di più il ruolo del Paese arabo a livello internazionale, considerando che parliamo già di uno dei principali produttori mondiali di Gas Naturale liquefatto insieme a Stati Uniti, Australia e Russia.

I contratti di fornitura a lungo termine

Inoltre, il programma d’espansione segue i recenti annunci di contratti di fornitura a lungo termine già siglati con altre aziende, con 7,5 milioni di tonnellate all’anno concessi all’indiana Petronet, con le prime consegne previste a partire da maggio 2028, e 1,5 milioni da fornire al Bangladesh. Per non parlare degli accordi stipulati lo scorso anno con la società cinese Sinopec, la francese TotalEnergies, la britannica Shell e l’italiana Eni.

Usa e Qatar: principali fornitori di GNL

Usa e Qatar sono dunque diventanti i principali fornitori di GNL in uno scenario internazionale ancora instabile, per il susseguirsi dei conflitti sia un Ucraina che in Medio Oriente. La concorrenza su tale vettore energetico si è infatti intensificata proprio dall’invasione russa, con l’Europa che, dal 2021 a oggi, ha cercato di trovare altre fonti di approvvigionamento.

Sempre nell’Ue, nel 2023 il consumo di gas è sceso al livello più basso degli ultimi 10 anni, attestandosi sui 452 miliardi di metri cubi (bcm) e dunque in calo rispetto ai 472 del 2014. Su tale tema però, le previsioni da qui ai prossimi anni non sono molto chiare, considerando che la situazione è sempre soggetta ad avvenimenti mondiali impossibili da prevedere.

Sfruttare a pieno le proprie risorse di gas naturale

Secondo l’ultimo rapporto di Shell, per esempio, la domanda di GNL crescerà del 50% da qui al 2040, nonostante le politiche green in continuo avviamento. Per l’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) però, i dati forniti dal gigante britannico non sono molto realistici, in quanto sottovalutano alcuni intoppi allo sviluppo della domanda come finanziamenti bloccati o tempistiche troppo lunghi sui progetti.

Qualunque sarà alla fine il quadro globale, il Qatar andrà di certo per la propria strada, con l’ambizione di sfruttare a pieno le proprie risorse di gas naturale, anche a costo di non dar particolarmente peso alla rincorsa alla ricerca di fonti energetiche più sostenibili.

Quali sono i veri obiettivi della Nazione?

Gli ultimi piani annunciati dal governo dunque, pongono un interrogativo sostanziale: quali sono i veri obiettivi della Nazione? Sfruttare il carburante a disposizione fino ai massimi livelli di produzione, o dare una maggiore svolta green alla propria economia?

Secondo ciò che appare, anche in vista dell’ultimo programma di espansione, le fonti fossili sembrano essere sempre più protagoniste del mercato, e non è forse un caso che l’annuncio del ministro Kaabi arrivi in concomitanza con il crollo dei prezzi del GNL asiatico.

Un grande futuro per il gas per almeno 50 anni

Il governo però crede che ci sia ancora un grande futuro per il gas per almeno 50 anni, convinto che l’Europa ne avrà bisogno per ancora molto tempo.

Non si può sapere cosa accadrà, e di certo non si può negare che arrivare alla neutralità climatica non solo implica un percorso davvero lungo ma, soprattutto, necessita di cambiamenti da attuare con equilibrio e gradualità. Ciò che si prevede però, è che questa espansione del Qatar potrebbe ancora non essere l’ultima.

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