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La dipendenza della Cina dal carbone e le emissioni di C02 

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Secondo gli ultimi dati pubblicati dal governo cinese, il 2022 è stato un anno di bassa crescita delle emissioni di anidride carbonica. Ma la dipendenza dal carbone non cesserà a breve.

Le emissioni di CO2 in Cina nel 2022 e l’uso del carbone

La Cina è responsabile di circa un terzo di tutte le emissioni globali di anidride carbonica. Sono state pubblicate questa settimana le statistiche annuali del governo in merito alle emissioni dell’anno 2022 e, secondo le stime ufficiali, c’è stato un aumento del 2,2%. Per quel che riguarda invece l’uso del carbone, si registra un rialzo del 4,3%

Crollo dell’economia cinese

Tutti questi numeri sono influenzati dal crollo economico che ha avuto l’economia cinese, con il Pil che è sceso al 3,2%, con le grandi città e i centri industriali che sono stati fermi a causa del lockdown dovuto alla pandemia, e con la produzione e il settore immobiliare che hanno subito un rallentamento che si è tradotto in una riduzione dell’uso di materiali a bassa emissione di anidride carbonica.

Due esempi significativi sono la produzione di acciaio e cemento, che prevedono un utilizzo maggiore di carbone rispetto ad altre industrie, che hanno registrato un calo dell’1,7% e del 10,5% lo scorso anno. Nel frattempo, la produzione di energia elettrica legata a questo combustibile è aumentata solo dell’1,4%

Si tratta comunque di stime approssimative, che potrebbero cambiare quando il governo pubblicherà alla fine di quest’anno una ripartizione più dettagliata delle statistiche energetiche del Paese. 

Il 2023: crescono le rinnovabili ma resta il problema del carbone

Per il 2023 sembrano esserci buone prospettive, considerando i passi avanti che sta compiendo la Cina nel settore delle rinnovabili, in particolare per quel che concerne l’eolico.

Nonostante questa crescita, le fonti green non riescono ancora ad allontanare lo Stato da una dipendenza, quella dal carbone. Pechino ha promesso che ridurrà la propria produzione entro il 2030, e bisognerà dunque ancora aspettare per vedere dei cambiamenti. 

Il nuovo rapporto CREA

Un nuovo rapporto pubblicato lunedì dal CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air) mostra che l’anno scorso il Paese ha rilasciato più permessi per nuovi impianti a carbone di qualsiasi altro anno dal 2015, quando si raggiunse proprio un boom di costruzioni. 

Questa ennesima impennata del 2022 è legata alla crisi energetica del 2021 e alla siccità e all’ondata di calore che hanno messo fuori uso la rete elettrica cinese la scorsa estate, convincendo i funzionari della necessità di costruire più centrali e contrastando così la lotta al cambiamento climatico. 

La speranza è dunque che questa dipendenza dal carbone possa presto essere un ricordo lontano, e che l’obiettivo di riduzione entro il 2030 possa presto divenire realtà.  

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