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A che punto è lo sviluppo delle rinnovabili in Italia rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione? L’intervista a Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente

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A fare da traino è il solare fotovoltaico con 5,23 GW di nuova potenza installata. In Italia i comuni sono quasi tutti rinnovabili (7.891 su un totale di 7.896). Ma c’è ancora molto da fare. “Rischiamo di lasciare ad altri il ruolo da protagonisti anche dal punto di vista industriale. Dobbiamo spingere il nostro Paese come hub delle rinnovabili e non del gas”, spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, a Energia Italia News.

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Italia nuovo hub delle fonti di energia rinnovabile

Con 5,79 Gigawatt di nuova capacità rinnovabile nel 2023, nel nostro Paese dopo 12 anni di ridotte e insufficienti installazioni, le fonti energetiche pulite tornano a crescere facendo registrare +5,1 GW rispetto al 2012 e +2,6 GW in confronto al 2022. A trascinare è il solare fotovoltaico con 5,23 GW di nuova potenza installata, seguito dall’eolico che registra, seppur con un ritmo più lento, un incremento di potenza pari a 487 MW. Sono alcuni dei dati – la cui analisi è stata fornita da Terna (che ha pubblicato il Rapporto mensile sul sistema elettrico relativo a maggio 2024) – resi noti nella 19esima edizione del report Comuni Rinnovabili di Legambiente; numeri definiti “importanti ma non ancora sufficienti per centrare gli obiettivi 2030”.

A questo proposito, Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, spiega a Energia Italia News: “Nota positiva è senz’altro il passo in avanti fatto dall’Italia, in termini di nuove installazioni, nell’ultimo anno. I quasi 6 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili raccontano di un Paese che può farcela a raggiungere gli obiettivi climatici, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini sociali e ambientali”. Ad ogni modo, il raggiungimento dei 12 GW di nuova potenza annuale che l’Italia è chiamata a sostenere per arrivare a realizzare almeno 90 GW di nuove installazioni entro il 2030deve essere accompagnato da politiche serie, lungimiranti e concrete a partire da una seria riforma dei processi autorizzativi e da un aiuto strutturale alle Regioni chiamate alla valutazione degli impianti. Altrimenti richiamo di perdere importanti occasioni di sviluppo, ma anche di aiuto a imprese e famiglie”, prosegue Eroe.

Precisando altresì che “proprio in questa direzione, in negativo, colpiscono i 34 GW di potenza non installata dal 2020 ad oggi, che avrebbero permesso all’Italia di coprire oltre la metà dei consumi elettrici nazionali con le rinnovabili. Se continuiamo con la media degli ultimi anni, rischiamo di raggiungere l’obiettivo al 2030 con ben 16 anni di ritardo, lasciando ad altri Paesi il ruolo da protagonisti anche dal punto di vista industriale. Dobbiamo spingere l’Italia come hub delle rinnovabili e non del gas”.

Rinnovabili presenti in quasi tutti i Comuni italiani

Secondo il report 2024 di Legambiente, da nord a sud le rinnovabili sono ormai presenti in quasi tutti i Comuni italiani, ovvero in 7.891 amministrazioni comunali su un totale di 7.896. Il 2023 è ritenuto l’anno del solare fotovoltaico: sono 7.860 i Comuni (+560 rispetto al 2022) che hanno scelto questa fonte pulita portando la potenza complessiva a 30,2 GW di potenza totale. E secondo i primi dati del 2024 c’è stato un ulteriore incremento del 52% di capacità rinnovabile in esercizio rispetto allo stesso periodo del 2023. Tale, significativa crescita di oltre 5 GW in un solo anno è contraddistinta, in particolare, dalla realizzazione di piccoli impianti.

Tra le metropoli, Roma, con 4.890 impianti solari e 32,05 MW di potenza installata, Padova (1.918 impianti e 15,03 MW) e Ravenna (1.519 impianti e 11,07 MW) sono quelle che nel 2023 hanno sostenuto le maggiori realizzazioni di solare fotovoltaico. Crescita più lenta per l’eolico, distribuito in 1.043 Comuni, capace di soddisfare il 7,6% del fabbisogno energetico elettrico del Paese: 101 i nuovi impianti realizzati nel 2023 coinvolgendo 61 Comuni tra Basilicata, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia.

Dati positivi anche per l’idroelettrico con 1.971 Comuni (+398 rispetto al 2022) che hanno almeno un impianto per la produzione di energia elettrica con questa tecnologia. Stando alla media delle installazioni dell’ultimo triennio, l’Italia con questo ritmo solo nel 2046 – con ben 16 anni di ritardo rispetto al 2030 – raggiungerà il 100% degli obiettivi e riuscirà a soddisfare la quota di 90 GW di potenza rinnovabile installata.

Necessità di regole chiare e trasparenti

Secondo la responsabile energia di Legambiente, in Italia le criticità per lo sviluppo delle rinnovabili “partono da normative inadeguate al raggiungimento degli obiettivi, dalle opposizioni che fanno Governo, Sovrintendenze, Regioni e Comuni. Il tutto a generare confusione che poi sfocia anche nelle opposizioni locali da parte di cittadini e comitati. Senza regole chiare, trasparenti, campagne di informazione e il protagonismo dei territori sarà davvero difficile riuscire a realizzare 12 GW di nuova potenza l’anno”.

A questo, poi, si aggiungono altre componenti. Illustra Eroe: “Parliamo sia dei ritardi delle normative, da quelle più semplici come sulle Comunità energetiche rinnovabili che abbiamo aspettato per due anni, quelle sulle aree idonee, sul Decreto FER 2, ma anche, purtroppo, l’inadeguatezza che poi hanno queste legge una volta approvate – vedi il Decreto Agricoltura o il Decreto Aree idonee –, che di fatto apre a troppi limiti che renderanno ancora più difficoltosa la realizzazione degli impianti. Senza dimenticare il Piano di gestione dello spazio marittimo, documento cruciale e per cui l’Italia è entrata in procedura di infrazione. Il tutto poi spinto su politiche che vedono il gas fossile al centro della strategia energetica e ora il Governo introduce anche il nucleare, che al di là delle criticità non risolte non ha nessuna possibilità di traghettare il nostro Paese agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, proprio per le tempistiche di realizzazione”.

Superare l’immobilismo della politica

La responsabile energia di Legambiente osserva poi che “in Italia c’è un grande fermento che parte dal basso e che vede protagoniste tantissime imprese, ma spesso è frenato dalla lentezza degli iter amministrativi, ostacoli normativi e culturali, norme obsolete”. Come superare queste problematiche? Eroe non ha dubbi: “Serve prima di tutto una politica seria e con una visione; il che, dal nostro punto di vista, vuol dire risolvere almeno le principali criticità: realizzare un testo unico sulle autorizzazioni per le energie rinnovabili partendo dalla revisione delle attuali norme per semplificare gli iter autorizzativi e definire tempi certi; l’istituzione di una cabina di regia nazionale che insieme alle Regioni sia struttura di riferimento unica per le imprese e i cittadini; la revisione urgente del Decreto Aree idonee, in linea con gli obiettivi da raggiungere; l’approvazione di una semplicissima norma che obblighi alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici su parcheggi, coperture di supermercati e mercati, ma anche ex cave in disuso“.

E ancora, aggiunge, “bisogna istituire regolamenti per la partecipazione dei territori per renderli protagonisti informati del processo di transizione energetica, oltre ad elaborare un piano delle rinnovabili che traghetti l’Italia verso i 90 GW di nuove installazioni entro il 2030”. Chiosando così: “È fondamentale che si rafforzi, con una norma ad hoc, il divieto di moratoria per Regioni e Comuni per fermare gli impedimenti tout court che ostacolano la realizzazione di impianti rinnovabili, in linea con le sentenze della Corte Costituzionale.

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