Roma, 22/02/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Agrovoltaico, pannelli solari verticali per massimizzare la produzione di energia e la resa dei raccolti

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L’azienda tedesca Next2Sun sta lavorando sulla produzione di pannelli solari verticali per i terreni agricoli, al fine di lasciare più spazio alle coltivazioni ma renderle, allo stesso tempo, più produttive. Quali sono i vantaggi di questo sistema?

L’idea di Next2Sun

L’idea di Next2Sun è quella di massimizzare la produzione di energia green senza intaccare la resa dei raccolti. In che modo? Mediante l’allineamento verticale di speciali moduli solari, che dispongono di celle su entrambi i lati e che sfruttano dunque un doppio irraggiamento.

I risultati? Si ottengono dei rendimenti molto più alti, rispetto a quelli assicurati dalle tradizionali tecnologie di agrovoltaico, e si preserva soprattutto il benessere dei raccolti e del bestiame.

Già a ottobre dello scorso anno, il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea ha calcolato che, portando il settore al suo massimale, sull’energia solare si potrebbero benissimo raggiungere gli obbiettivi Ue previsti al 2030, e persino superarli.

In particolare, secondo i calcoli del Centro comune di ricerca, coprendo solo l’1% della superficie agricola con sistemi solari così efficienti sarebbe possibile generare 944 GW di corrente continua di capacità installata.

L’innovazione proposta dall’azienda tedesca potrebbe dunque rendere tali ambizioni sempre più concrete, se si sopperirà anche alla mancanza di una chiara definizione a livello europeo sull’agrivoltaico, e su come sfruttarne al massimo le potenzialità.

I passi avanti compiuti negli anni

Di certo, non si possono sottovalutare i passi avanti compiuti negli anni, scoprendo pian piano i limiti dei tradizionali impianti solari dotato di pannelli rivolti solo a sud, e inclinati con un angolo compreso tra 20 e 35 gradi. I

n questo modo infatti, la maggioranza dell’elettricità viene prodotta durante le ore centrali della giornata, soprattutto in estate, aumentando la necessità di sistemi di accumulo e riducendo in parte la flessibilità della rete.

Con nuove tecnologie verticali e bifacciali invece, è possibile adoperare entrambi i lati per l’irraggiamento, producendo dunque più energia green riducendo anche l’esigenza di stoccaggio.

Grazie a queste soluzioni, con il tempo potrebbe esserci uno sviluppo sempre più repentino dell’agrovoltaico a supporto sempre della transizione circolare e della sostenibilità ambientale, con l’obiettivo anche di minimizzare la quantità e lo spazio di terreno necessario.

In Italia

In Italia per esempio, con la firma del ministro Pichetto Fratin sul Decreto Agrivoltaico Innovativo dovrebbero presto arrivare nuovi incentivi per rafforzare l’integrazione tra solare e agricoltura, al fine di installare almeno 1,04 GW di sistemi avanzati entro il 30 giugno 2026 e produrre così almeno 1.300 GWh di elettricità pulita all’anno.

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