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La Francia rischia di preferire il nucleare alle rinnovabili

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14 nuovi reattori e neanche un riferimento all’energia rinnovabile. Il testo che a inizio febbraio sarà sottoposto dal Governo francese ai legislatori, contempla il raggiungimento degli obiettivi net zero solo ed unicamente attraverso l’impiego dell’energia dell’atomo. E le rinnovabili che fine fanno?

Un passo indietro sulle rinnovabili

Alla vigilia della nomina del nuovo Primo Ministro e della notizia dell’exploit registrato nel settore industriale a chiusura 2023, la Francia abbandona gli obiettivi sulle rinnovabili e dà priorità al nucleare. Il Paese, che come gli altri membri dell’Unione Europea si propone di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, ha in cantiere una proposta di legge che riafferma il concetto di sovranità energetica garantita dall’energia nucleare, a scapito delle altre fonti.

La nuova generazione di centrali nucleari

Il testo, che dovrebbe essere sottoposto dal Governo ai legislatori all’inizio di febbraio, ricalca la posizione prominente della Francia in un settore in cui è leader dal 1973, quando in seguito alla crisi petrolifera, costruì oltre 50 centrali elettriche alimentate a energia nucleare, fornendo circa due terzi dell’elettricità del paese. Ma quei reattori stanno invecchiando e la Francia deve ancora mettere in funzione la prima di una nuova generazione di centrali nucleari.

La proposta di legge

Il testo proposto supporta “la scelta sostenibile di utilizzare l’energia nucleare come fonte di elettricità competitiva e priva di emissioni di carbonio” puntando alla costruzione di almeno 14 nuovi reattori. Sebbene lo scopo sia quello comune al Continente, di avviare una transizione più veloce verso l’energia pulita e combattere il cambiamento climatico, il nuovo decreto, a differenza delle precedenti leggi sull’energia, non fissa obiettivi di questo tipo per la costruzione di capacità rinnovabile, in particolare eolica e solare.

Le critiche al Ministero della Transizione Energetica

Il Ministero della Transizione Energetica ha dichiarato che il governo fisserà in seguito gli obiettivi per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questa promessa non soddisfa attivisti ed esperti che parlano di un “terribile passo indietro”. Secondo molti, quantificare unicamente l’energia dell’atomo tralasciando le quote delle rinnovabili, rischia di togliere importanza a queste ultime. Di conseguenza, il nucleare avrà la priorità e, a seconda delle restanti esigenze di copertura, le energie rinnovabili saranno oggetto di (futuri) decreti fluttuanti. 

I buoni propositi sulle energie rinnovabili

Checchè se ne dica, a novembre 2023, il Governo francese non si è sottratto dal presentare i primi dati sulle energie rinnovabili, proponendo di raddoppiare l’energia eolica offshore fino a 18 GW e di stabilire il tasso annuo di installazione dei pannelli solari necessario per raggiungere i 75 GW entro il 2035, (puntando anche a raddoppiare l’energia eolica onshore: 40 GW nel 2035). Staremo a vedere.

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