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La startup veneta Enphos sperimenta nuovi metodi per produrre idrogeno verde e bianco

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La startup veneta Enphos sta lavorando a delle soluzioni alternative allo scopo di generare idrogeno verde e bianco.

Come si ottengono

Normalmente, l’idrogeno verde e bianco si producono attraverso processi che coinvolgono l’uso di energia rinnovabile o nucleare.

Ma come si ottengono nello specifico questo tipo di carburanti? Nel primo caso, si sfrutta l’elettrolisi dell’acqua sfruttando fonti alternative, come l’eolico o il solare, senza emettere alcun tipo di emissione.

Nel secondo caso invece, si usa come strategia la gassificazione del metano, con cattura e stoccaggio di carbonio (CCS) per evitare che si disperda nell’atmosfera.

Il problema è che entrambi i metodi potrebbero risultare parecchio costosi, sia in termini energetici che economici. Ed è per questo che la startup veneta sta adesso pensando a delle alternative più fattibili per ottenere entrambi i tipi di carburante.

Membrane fotosintetiche artificiali

Enphos è una giovane azienda, con sede a Verona, che si avvale anche di varie collaborazioni scientifiche con l’Università di Padova, Trieste e Trento.

La soluzione di Enphos punta a entrambi i fronti, al fine di ottenere H2 in modo più conveniente utilizzando un approccio innovativo.

L’azienda, nel caso del combustibile bianco, sta pensando di utilizzare delle membrane fotosintetiche artificiali che riescono a durare piuttosto a lunga e dunque assicurano una resistenza e una sostenibilità maggiore rispetto ad altri metodi testati in precedenza.

Compatibile anche con il fotovoltaico

L’idrogeno prodotto in questo modo viene infatti separato dall’ossigeno e mescolato a CO2 per poter essere mantenuto allo stato liquido, come spiega Luigi Migliorini, fondatore dell’azienda, senza però rilasciare alcuna quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. 

Un altro vantaggio di tali membrane è che possono essere compatibili anche con il fotovoltaico. Si possono infatti posizionare sopra ai classici pannelli solari per produrre, allo stesso tempo, sia energia green che idrogeno bianco tramite la fotosintesi.

E per l’idrogeno verde?

E per l’idrogeno verde? In questo caso Enphos sta realizzando appositamente degli elettrolizzatori e delle batterie che potrebbero essere fondamentali per immagazzinare l’elettricità prodotta in eccesso dagli impianti sostenibili.

Alcuni di questi progetti sfruttano la tecnologia PEM (Proton Exchange Membrane) per assicurare la massima efficienza, e rientrano in quelle che sono le ambizioni generali della startup: supportare maggiormente l’innovazione per i futuri cambiamenti che l’Italia dovrà affrontare.

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