A soli due giorni dal vertice SCO 2025, arriva l’annuncio dell’accordo per la realizzazione del gasdotto Power of Siberia 2, che garantirà alla Cina circa 50 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno. Il memorandum è stato affiancato da oltre 20 intese di cooperazione energetica, confermando la sfida lanciata all’Occidente dalle superpotenze asiatiche.
Il gasdotto
È ufficiale, Mosca e Pechino hanno firmato l’accordo per la realizzazione del nuovo gasdotto Power of Siberia 2 (Forza della Siberia 2). Un’intesa che arriva a soli due giorni dalla conclusione del XXV vertice di Shanghai, dove i principali Paesi asiatici hanno discusso di sicurezza e cooperazione economica. E mentre l’Occidente continua a isolare la Russia di Vladimir Putin, la Cina lancia un segnale chiaro: il legame con Mosca si rafforza.
50 miliardi di metri cubi all’anno
L’annuncio è arrivato da Alexei Miller, amministratore delegato di Gazprom, il colosso energetico statale russo. Secondo Miller, il nuovo gasdotto permetterà di trasportare le riserve di gas della Siberia occidentale fino al nord della Cina, passando per la Mongolia orientale, con una capacità di 50 miliardi di metri cubi all’anno. Le forniture, ha aggiunto, saranno garantite per i prossimi trent’anni.

Il prezzo del gas sarà stabilito con un accordo separato. Contestualmente, i due Paesi hanno firmato anche un’intesa che prevede l’aumento delle forniture attraverso il già esistente Power of Siberia.
Da Pechino, per ora, nessuna conferma ufficiale, anche se l’agenzia di stampa statale Xinhua ha riferito che sono stati siglati oltre 20 accordi di cooperazione, molti dei quali nel settore energetico.
Il contesto geopolitico
L’accordo si inserisce in un quadro internazionale segnato dalle sanzioni contro Mosca. Dall’inizio della guerra in Ucraina, infatti, le esportazioni di gas russo verso l’Europa sono crollate. L’Unione Europea ha varato un piano per azzerare le importazioni di gas e petrolio russi entro il 2027, mentre gli Stati Uniti hanno imposto un embargo totale sui combustibili fossili russi già nel marzo 2022.
Privata del suo principale mercato, la Russia cerca oggi di compensare puntando tutto sulla Cina, pronta a diventare il nuovo acquirente strategico del gas siberiano.







