Roma, 20/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Energia pulita dai fanghi delle acque reflue

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Produrre energia rinnovabile, smaltire in modo sostenibile il materiale di scarto e risparmiare milioni di euro (dai 120 ai 150mn). La nuova tecnologia sviluppata da HBI sfrutta i fanghi provenienti dai trattamenti delle acque reflue, integrando carbonizzazione idrotermica (HTC) e gassificazione. 

Produrre energia rinnovabile dai fanghi delle acque reflue

Produrre energia rinnovabile dal trattamento dei fanghi di depurazione. É l’obiettivo del quarto brevetto sviluppato dall’azienda italiana HBI, per lo smaltimento dei fanghi provenienti dalle acque reflue urbane.

Secondo l’ISPRA, nel 2020, l’Italia ha prodotto circa 3,4 milioni di tonnellate di fanghi, con una crescita del 10% negli ultimi anni, che lascia stimare sia siano stati ormai superati i 4 milioni di tonnellate/anno.

La tecnologia sviluppata da HBI

Il sistema innovativo, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, riduce più del 90% il materiale che oggi viene portato in discarica o incenerimento, in linea con la prospettiva europea della neutralità energetica dei depuratori al 2040. La tecnologia sviluppata da HBI, grazie anche alla collaborazione con le maggiori Università e Centri di Ricerca italiani, integra la carbonizzazione idrotermica (HTC) e la gassificazione, consentendo di produrre energia rinnovabile e recuperare dai fanghi importanti nutrienti riutilizzabili in agricoltura e, allo stesso tempo, recuperare l’85% dell’acqua. 

Un risparmio potenziale che oscilla tra i 120 e i 150 milioni 

Per i gestori dei depuratori delle acque reflue l’uso dell’impianto HBI può tradursi in una riduzione considerevole dei costi di gestione dei fanghi.

Per un impianto da 10.000 ton/anno di capacità, in grado di servire circa 100.000 abitanti, i costi di realizzazione potrebbero diminuire del 15% e le spese operative di circa il 20%

Si tratterebbe, a livello nazionale, di un potenziale risparmio, per il sistema produttivo, gli enti locali e la collettività, di 120/150 milioni di euro su base annua.

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