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Nucleare, Energia da fusione per ricaricare i veicoli elettrici: progetto troppo ambizioso?

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La startup israeliana NT-Tao vorrebbe utilizzare mini impianti energetici da fusione nucleare come stazioni di ricarica per i veicoli elettrici. Si tratta però di un progetto complesso, sul quale infatti l’azienda non ha ancora spiegato come pensa di procedere.

L’idea

L’idea della startup israeliana NT-Tao sarebbe quella di sfruttare mini siti energetici da fusione nucleare per alimentare i veicoli elettrici, portando così a una crescita di due vettori energetici ritenuti importanti a livello globale per la transizione energetica.

L’azienda vorrebbe avviare la realizzazione di tali impianti dimostrativi entro il 2029, per iniziarne poi la commercializzazione nel 2030. Ma quanto è fattibile il progetto? Considerando che si tratta di un lasso di tempo molto più breve rispetto a quello previsto per altre iniziative sulla fusione che, come sappiamo, avrà bisogno di affrontare innumerevoli sfide.

Replicare sulla Terra ciò che avviene nel Sole non è mica una passeggiata, e serviranno dunque chissà quanti anni per ottenere risultati efficienti in tale ambito. La Francia ci crede molto, e considera il vettore come una grande opportunità per produrre tutta l’energia elettrica della quale si necessita e in modo sostenibile.

Anche la NT-Tao ci spera allo stesso modo, ma punta a raggiungere risultati ancora più alti, tentando di sfruttare i benefici della fusione in diversi ambiti.

Le caratteristiche

Come caratteristiche, gli impianti avranno una potenza di 10-20 MW e saranno contenuti in container da carico, facilitando l’installazione anche in zone remote prive di una rete elettrica.  La scalabilità, adattabilità e accessibilità di tali reattori, saranno due peculiarità che renderanno il prodotto versatile, e utilizzabile sia per siti industriali che off-grid.

Questa è la vision presentata dal produttore, che mira dunque a sviluppare una tecnologia sulla fusione nucleare mai vista prima d’ora, anche grazie al supporto della Princeton University, del governo israeliano e della Honda Motor, che lo scorso mese ha raggiunto l’obiettivo di elettrificare l’intera gamma auto in Europa, introducendo anche la nuova tecnologia ibrida Plug-In ed elettrica a batteria.

28 milioni di dollari

L’azienda giapponese dunque, come tante altre specializzate nella e-mobility, sta scommettendo sempre di più in materiali sostenibili, e tra i suoi investimenti rientrano anche i 28 milioni di dollari spesi per la NT-Tao al fine di ottenere energia a fusione per ricaricare ben 1.000 veicoli contemporaneamente.

Tra le ambizioni della startup poi, c’è anche quella di utilizzare lo stesso sistema per la mobilità marittima, con un impianto da 20.000 kilowatt e per un importo compreso dai 70 ai 100 milioni di dollari.

Progetto troppo ambizioso?

Da una parte, l’idea dell’azienda israeliana sembra essere un’ottima alternativa alle classiche batterie e fonti rinnovabili quali solare ed eolico, che non si sa se riusciranno a garantire l’elettricità necessaria per ricaricare l’enorme quantità di EV prevista da qui ai prossimi anni.

Il problema però è che tale progetto, soprattutto se si pensa di realizzarlo in così poco tempo, potrebbe essere troppo ambizioso considerando quello che si conosce al momento sulla fusione nucleare. La stessa NT-Tao infatti, non è riuscita a fornire grandi indicazioni su come voglia operare, dunque non ci resta altro che attendere future comunicazioni.

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