È necessario favorire lo sviluppo del segmento commerciale e industriale e valorizzare il contributo degli accumuli distribuiti già installati, che possono giocare un ruolo importante nella gestione della rete e nella riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese.
Sistemi di accumulo, in Italia 919mila impianti per 18,8 GWh: rallenta il residenziale, crescono i grandi sistemi
Al 31 marzo 2026 in Italia risultano connessi circa 919.000 sistemi di accumulo elettrochimici, per una capacità complessiva di 18,8 GWh e una potenza installata pari a 7,73 GW. È questa la fotografia aggiornata scattata da Italia Solare sulla base dei dati Gaudì di Terna, che restituisce un quadro ormai maturo ma in fase di transizione del mercato dello storage nel Paese.
Nel primo trimestre del 2026 sono stati connessi 802 MWh di nuova capacità, suddivisi tra 454 MWh associati a impianti fotovoltaici e 349 MWh stand-alone, segnale di un progressivo riequilibrio tra accumulo distribuito e sistemi di grande taglia.
È quanto emerge dalle elaborazioni di ITALIA SOLARE su dati Gaudì di Terna e dal Report sui sistemi di accumulo in Italia per il primo trimestre 2026.
“Gli attuali 18 GWh installati rappresentano una base significativa, soprattutto per gli accumuli small scale, ma sarà necessario mantenere un ritmo di crescita sostenuto per garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico. In particolare è necessario favorire lo sviluppo del segmento commerciale e industriale e valorizzare il contributo degli accumuli distribuiti già installati, che possono giocare un ruolo importante nella gestione della rete e nella riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese”, si legge nel commento di Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.
Oltre 11,4 GWh legati al fotovoltaico
A livello cumulato, la componente dominante resta quella integrata con il solare: oltre 11,4 GWh risultano infatti connessi in configurazione abbinata a impianti fotovoltaici. Un dato che conferma il ruolo centrale dell’accumulo distribuito nell’ottimizzazione dell’autoconsumo e nella gestione dell’energia prodotta da rinnovabili non programmabili.
Questa capacità è composta prevalentemente da sistemi di piccola taglia:
- 59% tra 6 kW e 20 kW
- 36% sotto i 6 kW
Si tratta in gran parte di installazioni realizzate negli anni precedenti, spinte dagli incentivi, che oggi rappresentano una risorsa importante per la riduzione delle bollette ma ancora poco valorizzata nei meccanismi di mercato e nei servizi di rete.
Q1 2026: rallenta il residenziale
Il primo trimestre del 2026 segna un rallentamento delle nuove installazioni nel segmento degli accumuli associati al fotovoltaico rispetto al trimestre precedente:
- -9% della capacità connessa
- -22% della potenza installata
- -1% del numero di sistemi
Il dato conferma una fase di stabilizzazione del comparto residenziale (P<20 kW), già evidente nel 2025, con un ritmo di crescita ormai assestato tra 350 e 400 MWh a trimestre. Nel dettaglio:
- Q3 2025: 354 MWh
- Q4 2025: 363 MWh
- Q1 2026: 363 MWh
Più dinamico, ma ancora limitato, il segmento commerciale e industriale (P>20 kW), che registra 91 MWh nel Q1 2026, in crescita rispetto ai 54 MWh dello stesso periodo del 2025, ma in calo rispetto ai 130 MWh del Q4 2025.
Crescono gli accumuli stand-alone
A trainare il mercato è invece la componente utility scale. Nel primo trimestre dell’anno sono stati connessi 5 sistemi stand-alone, per un totale di 349 MWh e 93 MW di potenza.
Una tendenza coerente con l’evoluzione del mercato elettrico italiano, che oggi premia sempre più gli accumuli di grande taglia destinati al bilanciamento del sistema, grazie a strumenti come il capacity market e il MACSE (Meccanismo di approvvigionamento della capacità di stoccaggio elettrico).
Nord in testa per diffusione
La distribuzione territoriale conferma la leadership del Nord Italia. Nel primo trimestre 2026:
- Lombardia: circa 69 MWh installati
- Veneto: 57 MWh
- Emilia-Romagna: 42 MWh
Anche per numero di installazioni la Lombardia guida la classifica con oltre 5.000 nuovi sistemi, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna.
Obiettivi 2030: servono 71,5 GWh
Nonostante la crescita registrata, il percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione resta impegnativo. Secondo il documento di scenario 2024 di Terna e Snam, al 2030 l’Italia dovrà raggiungere circa 71,5 GWh di capacità di accumulo, di cui 57,5 GWh rappresentati da sistemi di grande taglia.
Rispetto agli attuali 18,8 GWh, sarà quindi necessario più che triplicare la capacità installata in meno di cinque anni, mantenendo un ritmo di sviluppo sostenuto.
Un mercato in trasformazione
Il quadro che emerge è quello di un mercato in evoluzione: dopo la forte crescita degli anni passati, sostenuta dagli incentivi, il segmento residenziale rallenta, mentre acquistano sempre più peso gli accumuli utility scale.
Resta tuttavia aperta la questione della valorizzazione degli impianti distribuiti già installati. Oltre a ridurre i costi energetici per famiglie e imprese, questi sistemi possono contribuire in modo significativo alla flessibilità della rete e alla gestione locale dei flussi energetici.
La sfida dei prossimi anni sarà dunque duplice: da un lato accelerare lo sviluppo dei grandi impianti necessari alla stabilità del sistema elettrico nazionale, dall’altro integrare e valorizzare il vasto parco di accumuli diffusi, rendendolo parte attiva della transizione energetica.







