Tornano a crescere le vendite di auto elettriche in Italia, con una quota di mercato dell’8,6%. In aumento anche il numero di colonnine di ricarica, un’infrastruttura strategica per l’elettrificazione dell’automotive italiana e il rilancio di un’industria centrale per il PIL nazionale e l’occupazione.
Auto elettriche, boom di vendite in Italia a marzo 2026. I numeri
Il mercato delle auto elettriche in Italia è stato dato per morto troppo preso. Come spesso accade, una lettura troppo ideologica di un trend non consente di cogliere i fenomeni in atto. L’industria automobilistica si trova di fronte ad un bivio: o innovarsi, o morire. L’eMobility italiana ha segnato un balzo in avanti significativo, confermando un’accelerazione che sta contribuendo in modo decisivo alla ripresa complessiva del settore automotive.
Nel mese di marzo 2026 sono state immatricolate 16.033 nuove vetture full electric, con un incremento del +71,1% rispetto a marzo 2025. La quota di mercato ha raggiunto l’8,6%, in netto aumento rispetto al 5,4% dello stesso mese dell’anno precedente. Si tratta di numeri che raccontano una trasformazione ormai strutturale.
Crescono anche le colonnine di ricarica
La crescita è stata sostenuta in larga parte dalle consegne di veicoli acquistati grazie agli incentivi introdotti lo scorso ottobre, esauriti in un solo giorno, segno di una domanda latente e pronta a emergere non appena supportata da politiche efficaci. Oltre agli incentivi, però, ha avuto un ruolo rilevante anche una maggiore disponibilità di modelli elettrici accessibili, che stanno ampliando la platea dei potenziali acquirenti.
Molto positivo anche il trend delle colonnine di ricarica delle auto elettriche. Secondo i dati diffusi da Motus-E, nell’ultimo trimestre 2025 in Italia si sono raggiunti e superati i 73.000 punti di ricarica, in aumento del 14% su base annua.
Tornando alle auto elettriche, il trend positivo si conferma anche su base trimestrale. Nei primi tre mesi del 2026, le immatricolazioni di auto elettriche in Italia hanno raggiunto quota 37.836 unità, con un aumento del 64,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. La market share si è attestata al 7,8%, in crescita rispetto al 5,2% registrato tra gennaio e marzo dello scorso anno. Complessivamente, il parco circolante elettrico nazionale ha raggiunto al 31 marzo le 396.811 auto.
L’elettrico traina il mercato automotive italiano
L’impatto di questa crescita si riflette sull’intero mercato automobilistico. A marzo, considerando tutte le alimentazioni, le immatricolazioni totali hanno raggiunto le 185.820 unità, con un incremento del 7,3% rispetto al 2025. L’elettrico si conferma quindi uno dei principali driver della ripresa, contribuendo a sostenere un settore che negli ultimi anni ha attraversato fasi di forte incertezza.
Secondo il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, questi risultati devono essere letti come un segnale chiaro: “le auto elettriche stanno dimostrando, sia in Italia sia in Europa, di poter trainare il rilancio dell’intero comparto automotive. Gli incentivi e l’arrivo di modelli più competitivi hanno permesso a molti cittadini di accedere a veicoli più moderni, sicuri e con costi di gestione inferiori, aprendo la strada a una diffusione più ampia della mobilità elettrica”.
Per consolidare questa crescita, però, è necessario un piano strutturale. Tra le priorità indicate dagli operatori del settore emerge la revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, che in Italia rappresentano ancora un punto debole, mentre in altri Paesi europei costituiscono uno dei canali principali per la diffusione dei veicoli elettrici.
In Europa deve crescere l’infrastruttura di ricarica per centrare gli obiettivi 2030
Accanto alla crescita del mercato, resta centrale il tema delle infrastrutture di ricarica. In Italia come visto la crescita è costante, ma non sufficiente. A livello europeo, il ritardo nello sviluppo delle colonnine rappresenta una delle principali criticità. Attualmente, nei Paesi dell’Unione Europea (UE-27), sono disponibili circa 910.000 punti di ricarica pubblici, poco più di un quarto dell’obiettivo fissato dalla Commissione europea di 3,5 milioni entro il 2030.
Con un ritmo di installazione di circa 150.000 nuovi punti all’anno, l’Europa rischia di fermarsi a circa 1,7 milioni di colonnine entro la fine del decennio, ben lontano dal target. Per colmare il divario sarebbe necessario installare circa 2,5 milioni di punti aggiuntivi, pari a oltre 500.000 nuove colonnine ogni anno. E secondo l’industria automobilistica, che stima un fabbisogno di 8,8 milioni di punti di ricarica entro il 2030, il ritmo dovrebbe salire addirittura a circa 1,5 milioni di installazioni annue.
Non si tratta solo di quantità, ma anche di qualità e distribuzione: servono più stazioni ad alta potenza (almeno 150 kW), una migliore copertura territoriale e tempi autorizzativi più rapidi. Le normative europee, come il regolamento AFIR, fissano standard minimi, tra cui la presenza di infrastrutture di ricarica veloce ogni 60 km lungo i principali corridoi TEN-T già dal 2025.
In Italia un potenziale industriale e di mercato ancora inespresso
In questo contesto, l’Italia si trova ancora indietro rispetto ai principali partner europei. A febbraio 2026, la quota di mercato delle auto elettriche era pari al 26,8% in Francia, al 22% in Germania, al 24,2% nel Regno Unito e al 9,2% in Spagna, mentre in Italia si fermava al 7,9%. Un divario che evidenzia il potenziale ancora inespresso del nostro Paese.
Il record di marzo rappresenta dunque un punto di svolta, ma anche un richiamo all’azione. La transizione verso la mobilità elettrica è ormai avviata e irreversibile: accelerarla significa non solo sostenere il mercato automobilistico, ma anche rafforzare la competitività industriale e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione.







