L’Italia vuole diventare hub digitale del Mediterraneo. Ma i data center consumano troppa energia?
Italia nuova crocevia digitale d’Europa
Milano traina, Roma cresce e il Sud accelera. L’Italia si afferma come nuovo crocevia digitale tra Europa, Africa e Asia, con investimenti record nei data center e un occhio sempre più attento alla sostenibilità energetica.
Il settore dei data center in Italia sta vivendo una fase di sviluppo senza precedenti, spinto da una crescente domanda di potenza computazionale legata a tecnologie emergenti come cloud computing, Intelligenza Artificiale (AI), Internet of Things (IoT) e reti 5G. Secondo il recente “RINA Prime Report Data Center 2025”, realizzato in collaborazione con il Centro Europa Ricerche, il nostro Paese si sta candidando concretamente a diventare il nuovo hub dell’AI nel Mediterraneo.
Oltre 37 miliardi di euro di investimenti nel 2024
Il mercato italiano dei data center ha registrato investimenti superiori a 37 miliardi di euro nel 2024, con 10,1 miliardi già stanziati per il biennio 2025–2026. Grandi nomi come Microsoft (4,3 miliardi), AWS (1,2 miliardi) e Data4 (2 miliardi) stanno contribuendo a trasformare l’Italia in un punto di riferimento strategico per l’infrastruttura digitale europea.
Oltre ai ritorni economici — stimati in +800 milioni di euro sul PIL e fino a 5.500 nuovi posti di lavoro — è importante evidenziare anche il crescente impegno sul fronte dell’efficienza energetica.
Crescita energetica: 513 MW IT installati e consumi in aumento
Nel 2025, l’Italia ha raggiunto 513 MW IT di capacità installata, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. Un’espansione significativa che porta con sé anche un’importante riflessione sui consumi energetici dei data center, oggi uno dei temi chiave per il futuro del settore.
L’energia rappresenta infatti tra il 50% e il 70% dei costi operativi complessivi per chi gestisce strutture di colocation, ed è al centro di tutte le strategie di sviluppo e ottimizzazione. In Italia, il costo medio dell’energia elettrica ha toccato i 133,5 €/MWh nei primi mesi del 2025, un valore superiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei come Spagna, Germania e Francia.
Efficienza energetica e sostenibilità: i progetti più innovativi
Il mercato italiano si sta tuttavia muovendo in direzione della sostenibilità, anche attraverso soluzioni innovative di recupero energetico. Un esempio è il progetto di Retelit a Milano, che prevede il riutilizzo del calore generato dal data center Avalon 3 per alimentare la rete di teleriscaldamento urbano, riducendo così il fabbisogno energetico tradizionale e le emissioni di CO₂.
Questo approccio è in linea con gli obiettivi europei di transizione ecologica e con le direttive del Green Deal, che spingono verso una maggiore efficienza nei consumi delle infrastrutture digitali.
Milano regina dell’infrastruttura digitale
Con 238 MW IT installati nel 2024 e una previsione di superare i 300 MW entro il 2026, Milano si conferma il cuore pulsante del digitale in Italia. La presenza del MIX (il principale Internet Exchange nazionale), insieme a una rete in fibra capillare e investimenti di colossi tech come AWS, Microsoft e Google, rafforza la posizione della città come hub digitale del Sud Europa.
Roma e il Sud Italia: nuove rotte digitali e bassi costi energetici
Anche Roma si sta ritagliando un ruolo sempre più importante, con nuovi data center sviluppati da Telecom Italia e Aruba, oltre a investimenti di Mediterra DataCenters per ampliare l’offerta nella Capitale.
Nel Sud Italia, città come Palermo, Bari e Napoli stanno diventando snodi strategici per l’approdo dei nuovi cavi sottomarini internazionali (BlueMed, 2Africa, SeaMed, Quantum Cable). Il minor costo del suolo e della manodopera, unito a incentivi pubblici e temperature favorevoli alla riduzione dei costi di raffreddamento, rendono il Sud particolarmente competitivo anche in termini di consumo energetico e efficienza operativa.
Colocation in Italia: un mercato da 765 milioni di euro
Nel 2024, il valore del mercato italiano della colocation ha raggiunto i 765 milioni di euro, con una crescita annua del 17%. L’energia è anche qui una voce determinante: un singolo rack può costare tra 400 e 1.000 euro al mese, con l’elettricità che spesso incide più della metà sul costo finale.
Il segmento wholesale domina con il 58% del mercato, mentre l’hyperscale è in forte espansione e potrebbe più che raddoppiare entro il 2026, grazie ai piani dei principali cloud provider.
Le sfide da affrontare: energia, permessi e rete elettrica
Nonostante la crescita sostenuta, il settore affronta ancora alcune criticità, tra cui:
- Costi energetici elevati rispetto alla media europea
- Iter burocratici lunghi e complessi per l’ottenimento dei permessi
- Limitata disponibilità di potenza elettrica in alcune aree metropolitane
Il PNRR e l’iniziativa Italia Digitale 2026 puntano a superare queste barriere, promuovendo una sinergia pubblico-privato per rendere l’Italia ancora più attrattiva per gli investitori del digitale.
Confronto europeo: l’Italia guadagna terreno
A livello europeo, l’Italia è ancora lontana dai leader come Londra (1.141 MW IT), Dublino (1.116 MW) e Francoforte (713 MW). Tuttavia, Milano ha già superato città come Madrid, Varsavia e Stoccolma, e si posiziona tra i principali emergenti in Europa, grazie anche al mix tra colocation wholesale (50%) e una presenza crescente di hyperscale (25%).
L’Italia ha le carte in regola per diventare hub digitale e sostenibile
Con una posizione geografica strategica, investimenti in crescita e l’ingresso di nuovi attori globali, l’Italia ha un’opportunità unica per affermarsi come hub dell’AI e dei dati nel Mediterraneo.
La sfida cruciale sarà ora garantire sostenibilità energetica, abbassare i costi di approvvigionamento e semplificare le procedure autorizzative. Solo così sarà possibile conciliare innovazione tecnologica e rispetto per l’ambiente, in un settore destinato a trainare la nuova economia digitale.







