Roma, 14/06/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

Batterie, produrre in Italia i materiali chiave puntando su sali di litio e grafite. Gli obiettivi di Alkeemia

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A Porto Marghera, l’azienda italiana Alkeemia sta puntando l’attenzione su sali di litio e grafite purificata per ottenere dei sistemi di accumulo energetici più efficienti. L’ambizione dunque è quella di sviluppare delle nuove tecnologie per il settore della e-mobility.

Sali di litio e grafite

Sali di litio e grafite sono i due materiali sui quali sta puntando l’attenzione l’azienda italiana Alkeemia, sempre più impegnata nel settore delle batterie e della e-mobility. La società di Porto Marghera infatti, è pronta a investire su questo oltre 100 milioni di euro, con l’ambizione di ottenere delle pile più efficienti e di ampliare anche il proprio business.

L’idea è muoversi su due binari paralleli, prevedendo da un lato l’ammodernamento dell’attuale sito industriale che punta a diventare la nuova piattaforma europea per la ricerca e lo sviluppo di processi legati al fluoro, e dunque ai dispositivi agli ioni di litio, e da un lato realizzare macchinari necessari per produrre i sali, che necessitano appunto dell’acido fluoridrico.

Come sottolineato da Lorenzo Di Donato dunque, Amministratore Delegato dell’azienda veneta, si crede tanto nella mobilità sostenibile e in futuro più green dal punto di vista anche energetico, puntando non soltanto sull’uso dei mezzi elettrici, ma anche sull’idrogeno e sulle batterie allo stato solido.

Il ritardo dell’Europa

L’AD ha anche sottolineato quanto sia importante impegnarsi di più per recuperare il ritardo dell’Europa sul tema, e in particolare sulla produzione di sali di litio importanti soprattutto da altri ‘giganti’ internazionali presenti in Giappone, Corea e Cina.

Bisogna ricordare che Alkeemia tra l’altro, è stata nel 2022 tra le 12 imprese italiane selezionate dal Ministero dello Sviluppo Economico, per prendere parte a un Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (Ipcei), incentrato sullo sviluppo di celle e sistemi di stoccaggio innovativi.

La società comunque ha delle ambizioni molto più grandi, che vanno oltre la realizzazione di una piattaforma per la chimica del fluoro. L’azienda vuole infatti diventare leader continentale del settore, coprendo inizialmente il 10% del fabbisogno del mercato europeo delle auto elettriche, per poi arrivare a delle percentuali sempre più alte.

Le previsioni

Tutto questo, sulla base di alcuni previsioni che vedono il mondo delle batterie sempre più protagonista della transizione energetica, con un’Europa che avrà un grandissimo bisogno di produttori locali di materie prime.

Lorenzo Orsini poi, Direttore ricerca e sviluppo di Alkeemia, ha anche parlato di nuove tecnologie in programma per introdurre il fluoro in un’apposita molecola, chiamata ‘fluorizzazione selettiva’, utile non soltanto per applicazioni elettriche ma anche farmaceutiche.

In questo modo, si intende conferire ai nuovi prodotti delle proprietà più efficienti grazie alla produzione di additivi particolari, sempre a base di fluoro e importanti per la progettazione di dispositivi ad alte performance.

E sulla grafite naturale?

Ma è anche sulla grafite naturale che la società sta investendo il proprio capitale, optando per un processo di purificazione meno inquinante ma altrettanto funzionale.

Parliamo di un minerale molto importante per l’approvvigionamento energetico e per il mondo delle EV, considerato chiave per la mobilità del futuro. Per ottimizzare poi ulteriormente le performance delle batterie, saranno sempre più necessari elementi come questi, fondamentali per il processo di carico e scarico energetico.  

Se davvero si riuscirà a produrre localmente nel territorio italiano materiali critici importati, fino a oggi, soprattutto da Paesi stranieri, si potrebbe davvero compiere un passo importante per i prossimi obiettivi sulla decarbonizzazione. Vedremo se il sito industriale di Marghera riuscirà a soddisfare tutte, o parte, delle ambizioni fissate.

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