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Batterie, CATL potrebbe aprire nuovi impianti in Europa

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Zeng Yuqun, CEO del colosso cinese CATL, ha dichiarato durante un’intervista per il Corriere della Sera di valutare l’espansione per nuovi stabilimenti in Europa, prendendo consapevolezza dell’impegno dell’intero Blocco contro il cambiamento climatico.

L’intervista al CEO

L’intervista al CEO di CATL da parte del Corriere della Sera evidenzia il possibile interesse del gigante cinese di volersi espandere ancor di più nell’Ue. In particolare, Zeng Yuqun è sicuro che l’industria locale possa reggere il confronto con i nuovi competitor, considerando che «l’Europa ha inventato le prime auto e ha 150 anni di esperienza e competenze accumulate».

L’azienda cinese leader nel settore delle batterie, con il 37,4% di controllo sul mercato, vuole assolutamente vincere a livello mondiale la sfida legata all’elettrificazione dei trasporti, essendo già in testa rispetto a tutti gli altri attori globali.

Il CEO della società poi, punta a un’innovazione continua e a una catena di valori ben sviluppata in questo campo. Per questo però, serviranno sforzi congiunti e l’impegno di tutti i soggetti coinvolti.

La tecnologia Shenxing

La presenza nell’Ue della multinazionale è già abbastanza influente. Sono già arrivati per esempio nuovi prototipi dalla ricarica veloce, con una produzione avviata a fine dello scorso anno. Stiamo parlando della tecnologia Shenxing, che può fornire fino a 700 km di autonomia, e che è già pronta all’80% in 10 minuti.

CATL non ha però rivelato altri dettagli del prodotto, ma sempre in Europa, vuole aprire dei centri di riciclo batterie, con l’obiettivo di lavorare sulle materie prime e trarne grandi benefici. Ma a che punto stanno i rapporti tra i due?

La questione dei dazi

Sullo sviluppo di dispositivi per le EV, è sempre stato scontro aperto tra Pechino e Bruxelles. In particolare, il Vecchio Continente ha preso una posizione a ottobre 2023, quando la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’intenzione di avviare un’indagine sugli incentivi a favore dell’industria cinese.

A questo punto, qual è stata la contromossa del Paese asiatico? Si è pensato di reagire spostando i dazi di importazione in Cina dal 15% al 25%, causando dunque possibili problemi all’Ue per un aumento di tasse e di prezzi dei veicoli elettrici cinesi, che costano già il doppio.

«La sfida del clima è globale»

Su questo però la situazione sembra essersi calmata, anche se Pechino ha già ridotto le esportazioni di grafite, una materia prima molto importante per il settore. Sul tema comunque è intervenuto sempre il CEO Yuqun per il Corsera, spiegando che «la sfida del clima è globale», e che per CATL, solo attraverso l’apertura e la cooperazione si può garantire uno sviluppo sano dell’industria internazionale.

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