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Batterie, il metodo americano per estrarre il litio dall’acqua di mare

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Ecco il nuovo metodo progettato dai ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering (PME) dell’Università di Chicago per estrarre il litio dall’acqua di mare in modo più efficiente. Come funziona? Quali i risultati emersi?

Il litio

Il litio è un elemento chimico considerato da sempre alleato ideale per le batterie. La ragione? Per la sua maggiore densità energetica e dunque elevata capacità di immagazzinare elettricità.

Parliamo di un minerale già presente in tantissime apparecchiature che si utilizzano quotidianamente, come tablet, pc e smartphone. Ma quanto è importante per il mondo dei veicoli elettrici e le pile di accumulo?

Un nuovo metodo

Per avere una più ampia crescita della e-mobility, ne servirebbero di certo maggiori quantità, ma ci sono una serie di limiti che non lo consentono. In primis, la scarsità di presenza a livello naturale, e poi anche la lentezza della ricarica e un ciclo di vita piuttosto breve.

I ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering (PME) dell’Università di Chicago però, hanno ideato un nuovo metodo per estrarre il litio dai liquidi diluiti in maniera efficace, e in particolar modo da una fonte inesauribile come il mare.

Come funziona?

Ma come funziona? Il materiale viene isolato in base alle sue proprietà elettrochimiche utilizzando reticoli cristallini di olivina e ferro fosfato. In quest’ultimo, vi sono presenti delle particelle compresse tra i 20 e i 6.000 nanometri, la cui variazione riesce poi a isolare l’elemento chimico dal sodio.

Tale scoperta potrebbe rilevarsi significativa con il continuo aumento della domanda di auto elettriche, che porta una più grande richiesta del minerale tentando di soddisfare il fabbisogno energetico.

Il nuovo metodo americano invece è stato pensato con l’idea di essere più sostenibile, veloce ed efficiente rispetto alle soluzioni al momento esistenti. Ma che risultati porterà?

Non è la prima volta

Non è la prima volta che degli esperti lavorano a un sistema simile. Gli scienziati del KAUST (King Abdullah University of Science and Technology di Thuwal) già nel 2021 hanno pensato di utilizzare una cella elettrochimica, con la membrana in ceramica, per recuperare del litio preservandone al contempo la purezza.

Alla fine, sono riusciti a ottenere 1 kg di minerale al costo di 5 dollari. La sfida di oggi è quella di puntare non solo a una tecnica per abbassare i costi, ma che sia anche più rispettosa dell’ambiente.

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