Roma, 21/02/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

5G e sostenibilità: l’intervento di Baggioni (Vodafone Italia), Ferigo (Inwit) e Butti (FdI) a Energia Italia 2022

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L’intervento di Sabrina Baggioni, direttore programma 5G di Vodafone Italia, Giovanni Ferigo, ad di Inwit e Alessio Butti, vice presidente della Commissione Ambiente alla Camera alla conferenza Energia Italia 2022.

Ambiente, tecnologie e infrastrutture sostenibili il titolo del panel alla conferenza Energia Italia 2022, che si tiene il 5 e il 6 luglio a Roma. Ospiti del panel Sabrina Baggioni, direttore programma 5G di Vodafone Italia; Giovanni Ferigo, ad di Inwit; Alessio Butti, (FdI), vice presidente della Commissione Ambiente, Territorio, Lavori pubblici, Camera dei Deputati.  

Come gestisce la sostenibilità al suo interno e la tematica ambientale una società come Vodafone?

“L’impatto zero sull’ambiente della nostra rete è uno degli obiettivi che ci siamo dati sia a livello paese sia a livello gruppo – dice Sabrina Baggioni, direttore programma 5G di Vodafone Italia – il primo risultato che abbiamo raggiunto a livello europeo è stato quello di essere la prima rete interamente alimentata da fonti rinnovabili certificate nel 2020 e questo includendo le reti che gestiscono il traffico dei nostri clienti ma anche i nostri uffici e i data center”.

A livello di gruppo, Vodafone si è data l’obiettivo di ridurre le emissioni raggiungendo al 2030 le zero emissioni di gas nocivi. Un obiettivo che in Italia è stato anticipato al 2025.

Come si raggiunge un obiettivo del genere? “Bisogna investire – dice Baggioni – ad esempio, nella sede di Milano del Vodafone Village il materiale di cui è costituita purifica l’ambiente circostante. I muri del Vodafone Village sono a impatto ambientale positivo. Gli alberi intorno al Vodafone Village sono stati scelti per consumare meno”. Piccole cose che però, sommate fra loro, fanno la differenza per l’ambiente.

Vodafone, 5G e applicazioni metropolitane per il risparmio energetico

Già a partire dall’IoT più tradizionale e utilizzando strumenti di Intelligenza artificiale, Realtà aumentata, Realtà mista si possono raggiungere due obiettivi importanti: “Il primo è gestire in modo più mirato le infrastrutture o i servizi all’interno di una città, e quindi evitare ad esempio di fare un giro-ronda quotidiano dei cestini dei rifiuti per verificare se sono pieni e quindi da svuotare, ma farlo invece soltanto quando c’è il carico completo raggiunto ed è ora di smaltire il contenuto”, dice Baggioni.

C’è poi la gestione più mirata dell’illuminazione resa più efficiente grazie alla video analisi che può decidere di accendere una parte della città piuttosto che spegnere i lampioni tenendoli in modalità di stand by in funzione di passaggio di pedoni o veicoli. Da queste cose, che consentono di usare l’energia non soltanto elettrica, ma anche il gas dei veicoli che girano in città, si può arrivare a strumenti ancora più sofisticati che consentono la gestione da remote di determinate attività.

5G e monitoraggio da remoto

In città, ma anche in impianti e infrastrutture distribuite sul territorio, ci sono attività di manutenzione che devono essere svolte periodicamente o in caso di esigenza. “Il 5G in particolare e altre tecnologie adiacenti consente di fare molte di queste attività – aggiunge Baggioni – in termini di monitoraggio, verifica e ispezione e anche del supporto alla manutenzione degli impianti da remoto”.  La realtà mista si sovrappone, tramite semplice smartphone oppure occhiali intelligenti, sull’oggetto su cui si deve fare la manutenzione dando indicazioni senza la necessità di far viaggiare due persone. Oppure, di fare una prima visita di verifica e una seconda di intervento, con un risparmio diretto di energia ma anche un impatto positivo sull’ambiente perché si riduce la circolazione di veicoli per attività che si potevano evitare.

Un impatto sociale importante del 5G è ancor più evidente quando queste caratteristiche si traslano dal mondo industriale anche alla salute e alla cura da remoto dei pazienti. “Il supporto che un esperto di device medicali può dare ad un chirurgo in sala operatoria o un medico a un paziente nel caso della telemedicina rendendo queste cose preziosissime disponibili per prima cosa”.

Vodafone, 5G e IoT in agricoltura

Nel campo dell’agricoltura, sono in ballo anche l’acqua e i pesticidi, un elemento potenzialmente negativo per l’ambiente. Quale il ruolo della tecnologia? “Una gestione più mirata dei campi, si parla quindi di agricoltura di precisione – dice Baggioni – sulla base di sensori IoT (di temperatura, di grado di umidità, di presenza di malattie tramite video analisi puntuale su determinate piante), il 5G che supporta con la banda larga il livello di definizione di questi video e supporta il numero elevatissimo di sensori utilizzati e distribuiti in un campo molto esteso, consente di inviare queste informazioni in tempo reale in caso di 5G e semi reale per l’IoT alle persone che devono decidere dove fare l’intervento che può essere irrigazione o intervento con pesticida”. Si elimina quindi il ricorso a grossi aratri nei campi, usati normalmente per l’irrigazione o l’uso massivo dei pesticidi, con interventi del tutto mirati. Con il risultato di avere un risparmio di energia e impatto positivo sull’ambiente.  

5G e mobilità futura

Vodafone sta studiando soluzioni ad hoc per la mobilità, non ancora utilizzate dai veicoli nell’ambito della sperimentazione 5G a Milano e anche a Genova. Soluzioni che grazie al 5G rendono i veicoli privati e del Tpl in grado di gestire e ottimizzare il modo in cui si guida. Non si tratta di veicoli a guida autonoma, ma anche soltanto la possibilità di far rallentare l’auto in prossimità di un incrocio, “quando lo scambio di informazioni fra veicoli avverte che ce n’è un altro in avvicinamento ad un incrocio cieco”, dice Baggioni. In questo modo, si evita la classica inchiodata finale. Altre soluzioni consentono di gestire al meglio la distanza di sicurezza fra auto in fila, in modo autonomo sempre grazi alle informazioni di localizzazione e velocità che si scambiano i veicoli non soltanto per evitare la frenata brusca. Altre soluzioni 5G permettono di evitare a priori il sorpasso pericoloso quando non c’è sufficiente visibilità. “Facciamo scattare l’immagine sul video del cruscotto al momento in cui si aziona la freccia di sorpasso – dice – sul cruscotto quando si aziona la freccia si visualizza cosa sta succedendo due veicoli più avanti e comunque oltre l’ostacolo”. Il che consente di evitare di sporgersi nella corsia di sorpasso per rendersi conto della situazione evitando così il rischio di un frontale. Video sensori, telecamere distribuite sul territorio possono fornire poi ulteriori informazioni su cosa sta succedendo in strada. Tutto ciò, in base ai dati del Politecnico di Milano, potrà produrre una riduzione di CO2 del 23% in ambito urbano e del 10% in quello extra urbano.

Sostenibilità, Ferigo (Inwit): ‘Transizione digitale ed ecologica due facce della stessa medaglia’

Transizione digitale ed ecologica due facce della stessa medaglia. La pensa così Giovanni Ferigo, ad di Inwit: ‘Il digitale è il più grande alleato della sostenibilità – dice Ferigo – si tratta di due transizioni gemelle, che insieme devono trovare quelle soluzioni sostenibili che insieme riescono a soddisfare la domanda in termini di economia, di ambiente e sociali”. A proposito di digital divide, spesso si pensa che sia un problema che riguarda il paesino di montagna, le case sparse in lande isolate. Ma non è così, perché anche “in città come Roma ci sono dei quartieri in digital divide”, sottolinea Ferigo.

“Nessuno deve rimanere indietro nel paese, non deve esserci emarginazione e il 5G da questo punto di vista aiuterà”, aggiunge Ferigo.

Oltre alla grande capacità di banda, un altro vantaggio del 5G riguarda l’elevata quantità di sensoristica che ospita.

L’obiettivo di Inwit in termini di energia è arrivare a rifornirsi di rinnovabili entro il 2022.

“Il 5G non va inteso come un 4G plus plus – aggiunge Ferigo – ora che il 3G è in via di spegnimento il 5G diventa sempre più importante, anche in termini di applicazioni in particolare la remote surgery anche in aree remote. Un’applicazione del 10% del 5G porta risparmi dell’8% in ambito di CO2.”.

Fra gli ostacoli principali alla diffusione del 5G ci sono in primo luogo la permissistica, “lunghissima, fino a 200 giorni”, dice l’ad di Inwit, aggiungendo che il decreto Semplificazioni di luglio ci ha dato una grande mano (al netto della conferenza dei servizi).

L’altro grande tema che riguarda il 5G è quello dei limiti elettromagnetici, che in Italia sono i più severi d’Europa “in termini di potenza 100 volte meno della Germania. Limiti che potrebbero diventare un ostacolo anche per il raggiungimento degli obiettivi di PNRR”, aggiunge. Un altro ambito che potrebbe risolvere molto per velocizzare la diffusione del 5G sono certamente le coperture specializzate in ambito indoor, come nel caso della copertura della Nuvola di Fuksas da parte di Inwit, e anche di una quarantina di ospedali senza alcun problema di interferenza.

Torre multifunzionale

Fra le altre sperimentazioni in corso, Inwit sta testando la presenza di mini data center sulla base delle sue torri. “La torre ormai è definita come l’elemento di rete più vicino al cittadino – dice Ferigo – e ospiterà sensoristica e servizi a bassissima latenza come i veicoli autonomi cui bisognerà rispondere in real time, più tutti i servizi di sorveglianza”. “Stiamo sperimentando dei nest, dei nidi per accogliere droni che pesano meno di 250 grammi che possono svolgere azioni mission critical con intelligenza artificiale”.

PNRR, Alessio Butti (FdI): ‘Va rinegoziato, Governo in difficoltà su transizione digitale ed ecologica’

Alessio Butti (FdI), vice presidente della Commissione Ambiente alla Camera e responsabile Tlc, ha fatto il punto sul PNRR e sulla transizione digitale e su quella ecologica. “Dal nostro punto di vista ci sarà qualche difficoltà nell’attuazione del PNRR – ha detto Butti – lo dimostra l’incertezza con cui il Governo sembra procedere per quanto riguarda le due transizioni principali, quella Digitale e quella Ecologica. Un po’ meglio quella Ecologica, ma con seri problemi invece quella Digitale. Questo perché il PNRR è uno strumento importantissimo, che risale alla Next Generation EU, e quando si discuteva di questo non c’era la crisi energetica in parte indotta dalla crisi internazionale e bellica a un paio d’ore di volo da qui. Non c’era una crisi economico finanziaria post pandemica. Ora probabilmente quel PNRR dovrà, e dovrebbe essere rivisitato e rinegoziato”.  

Se non si costruiscono le reti è impossibile realizzare concretamente la transizione digitale e quella ecologica. “Costruire le reti comporta un impatto ambientale – procede Butti – non tanto e non soltanto per la posa dell’FTTH, che peraltro ha creato problemi inenarrabili nel rapporto con il territorio, con le amministrazioni comunali e provinciali. E non abbiamo fatto i salti mortali con le semplificazioni per snellire pe procedure di posa delle nuove reti in fibra e le antenne 5G”.

E’ vero poi che tutti i candidati sindaci promettono la diffusione del 5G e della smart city o smart country o smart nation che dir si voglia in campagna elettorale. Ma è vero anche che chi viene poi eletto sindaco in molti casi non vuole prendersi la responsabilità di accordare la posa di nuove antenne. “Come pensavano di realizzare nuove tecnologie?”, domanda Butti. E’ chiaro che si temono comitati, ricorsi, di perdere le prossime elezioni perché c’è “eccessiva disinformazione. La tecnologia non è nemica della salute e dell’ambiente. Ne abbiamo discusso in commissione Ambiente e l’obiettivo è chiaro: rendere compatibile lo sviluppo ecologico e quello tecnologico e il rispetto dell’ambiente”.

Resta, secondo Butti, il problema della mancanza di una politica industriale nel nostro paese che si riflette su un sentimento di abbandono da parte degli amministratori locali.

“La nostra battaglia vinta sulla rete unica pubblica rischia di trasformarsi in una vittoria di Pirro visto il ritardo che abbiamo accumulato come paese in tema digitale. Ritardo accentuato dalla successione di tre governi nell’ultima legislatura, che hanno preso tre direzioni diverse che hanno lasciato nell’incertezza più totale il Parlamento e soprattutto gli operatori”, ha aggiunto Butti.    

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