Il mercato italiano dei sistemi di accumulo a batteria accelera, spinto dalla crescita delle fonti energetiche rinnovabili e dalla necessità di rendere la rete elettrica più flessibile. Secondo il report di MarketsandMarkets, il mercato nazionale dei Battery Energy Storage System (BESS), valutato 1,52 miliardi di dollari nel 2025, dovrebbe raggiungere 2,78 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 12,8%.
Una traiettoria che riflette il ruolo sempre più importante dei sistemi di accumulo nella transizione energetica italiana. L’aumento della produzione da fotovoltaico ed eolico rende infatti necessario disporre di sistemi capaci di stoccare l’elettricità quando la produzione supera la domanda e di restituirla alla rete nelle ore in cui la generazione rinnovabile diminuisce o i consumi aumentano.
BESS, perché lo storage diventa strategico per la rete italiana
La crescita stiata è legata innanzitutto agli obiettivi italiani ed europei di decarbonizzazione e integrazione delle energie rinnovabili. Il progressivo passaggio dalle fonti fossili a quelle intermittenti aumenta la necessità di tecnologie di accumulo in grado di contribuire alla stabilità della rete, alla gestione dei picchi di domanda e al bilanciamento tra produzione e consumo.
I BESS possono essere installati su scala differente: dai sistemi domestici abbinati agli impianti fotovoltaici alle applicazioni commerciali e industriali, fino ai grandi impianti utility-scale collegati direttamente alla rete.
È proprio questa versatilità a rendere lo storage uno degli elementi tecnologici centrali del nuovo sistema elettrico. Secondo lo studio, l’adozione dei BESS in Italia sta infatti accelerando nei segmenti residenziale, commerciale, industriale e utility-scale.
Fotovoltaico ed eolico spingono la domanda di accumulo
A sostenere il mercato è soprattutto l’espansione della capacità rinnovabile italiana. La crescente presenza di fotovoltaico ed eolico richiede infrastrutture capaci di compensare la variabilità della produzione e di utilizzare in maniera più efficiente l’elettricità generata.
Il report individua tra i principali driver anche l’evoluzione del quadro regolatorio, gli incentivi pubblici, i finanziamenti destinati alla modernizzazione della rete e i progressi tecnologici che stanno contribuendo alla riduzione dei costi dello storage.
Entroil 2030, il report si attende quindi un aumento degli investimenti sia nei grandi sistemi di accumulo sia nelle soluzioni distribuite, sostenuto dalla partecipazione del settore pubblico e degli operatori privati.
Italia hub dello storage nel Mediterraneo
All’Italia è attribuito un ruolo strategico nel mercato energetico dell’Europa meridionale. La posizione geografica del Paese e il suo elevato potenziale solare potrebbero favorire lo sviluppo di un hub mediterraneo per l’accumulo energetico, attirando investimenti e accompagnando una maggiore integrazione delle reti europee.
Un altro fattore indicato dal report riguarda le partnership tra utility italiane e fornitori internazionali di tecnologie, destinate a sostenere la diffusione delle soluzioni BESS lungo la Penisola.
La crescita dello storage, tuttavia, non rappresenta soltanto l’espansione di un nuovo mercato tecnologico. Con una quota crescente di produzione elettrica affidata a fonti variabili, la capacità di immagazzinare, spostare nel tempo e gestire l’energia diventa parte integrante dell’infrastruttura elettrica.







