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Terre rare, Kiev onora gli accordi, ma è subito bagarre USA–Europa

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L’Ucraina apre la prima gara per il giacimento di litio di Dobra, fulcro dell’accordo siglato con Washington su terre rare e minerali critici. Tuttavia, il progetto, strategico sia per esercitare pressione su Mosca che per ridurre la dipendenza dall’approvvigionamento cinese, scatena una disputa tra aziende americane ed europee sui diritti di sfruttamento.

Nuovi scenari

In Ucraina si aprono nuovi scenari strategici. Dopo l’accordo siglato lo scorso maggio con Washington, e dunque con l’amministrazione TrumpKiev accelera sullo sviluppo delle attività estrattive in cambio di sostegno economico e militare americano. Il Paese, sotto attacco russo dal 2022, ha deciso di rafforzare la produzione di minerali critici attingendo al fondo congiunto per petroliogas e risorse minerarie, frutto di mesi di delicate trattative.

A dimostrarlo è la prima gara pubblica per l’assegnazione del giacimento di litio di Dobra, nel cuore dell’Ucraina. Una scelta che mira a dare seguito all’intesa sullo sfruttamento congiunto delle terre rare e che conferma la volontà del governo Zelensky di consolidare il patto strategico con gli Stati Uniti rilanciando il settore minerario come pilastro della propria resilienza economica.

La prima ministra Yulia Svyrydenko ha confermato via Telegram l’avvio del progetto, precisando che l’obiettivo non è solo l’estrazione ma anche la creazione di una filiera industriale a valore aggiunto.

Ci aspettiamo un investitore che garantisca non solo l’estrazione ma anche lo sviluppo di una produzione avanzata in Ucraina“, ha dichiarato, sottolineando le significative riserve del sito.

Una contesa internazionale

Il progetto, però, non procede senza ostacoli. La società Critical Metals, quotata al Nasdaq, rivendica i diritti sul giacimento attraverso la sua partecipazione in European Lithium, che sostiene di aver già ottenuto una licenza confermata dai tribunali ucraini.

È la nostra licenza, sono i nostri diritti“, ha ribadito Mykhailo Zhernov, membro dei board di entrambe le società, avvertendo che la disputa rischia di scoraggiare nuovi investitori in un Paese già devastato dalla guerra.

Nonostante queste rivendicazioni, il governo di Zelensky ha deciso di andare avanti, rilanciando la gara come primo passo concreto dell’intesa con l’amministrazione Trump, che prevede corsie preferenziali per le imprese americane.

Gli interessi statunitensi

Tra i candidati figura infatti la statunitense TechMet, società sostenuta da Washington, il cui CEO Brian Menell ha già confermato la volontà di partecipare al bando. L’accordo con gli USA stabilisce che i profitti ricavati dalle attività estrattive vengano reinvestiti in Ucraina, mentre le forniture di armamenti americani saranno considerate un contributo diretto.

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