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Energia condivisa: ancora pochi giorni per esprimersi sul nuovo decreto 

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Scade il 12 Dicembre la possibilità di esprimersi sulle misure introdotte dal provvedimento che contempla incentivi per singoli cittadini, aziende e comunità energetiche che realizzino impianti alimentati da fonti rinnovabili. Si spera che le voci messe in campo dai soggetti interessati contribuiscano a creare un punto di svolta in un percorso legislativo tortuoso, iniziato quasi due anni fa ed ancora in evoluzione. 

Obiettivo di potenza pari a 5GW

Le aspettative rivolte al nuovo decreto sull’energia condivisa, che prevede incentivi ai produttori di energia da fonti rinnovabili, tra cui le Cer, Comunità Energetiche Rinnovabili, sono molte e differenti.

È online, ancora per poco, la consultazione pubblica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che, entro il 12 Dicembre 2022, chiama a partecipare cittadini, imprese, consumatori, tutti gli attori istituzionali e gli interlocutori di riferimento in campo ambientale. Il processo partecipativo ha proprio lo scopo di far esaminare alle parti coinvolte lo schema di decreto, in modo da acquisire tutte le osservazioni, ed eventualmente le critiche, al provvedimento che dovrebbe favorire il processo di decarbonizzazione in Italia. 

Il documento individua, infatti, criteri e modalità per la concessione di incentivi volti a promuovere la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti in comunità energetiche, sistemi di autoconsumo collettivo e individuale a distanza.

Nel provvedimento si ipotizza di prevedere una quota complessiva sull’intero periodo pari a 5 GW, al raggiungimento della quale il decreto non sarebbe più applicabile, salva una successiva disposizione o un aumento della potenza messa a contingente.

Caratteristiche degli impianti ammessi all’incentivo

Gli incentivi tariffari sarebbero riconosciuti per un periodo di vent’anni. Nella bozza di decreto, però, si fa riferimento esclusivamente ad impianti e sistemi di autoconsumo, individuale e collettivo, che utilizzano le reti di distribuzione esistenti, escludendo dunque tutte quelle configurazioni che ricorrano ad una linea diretta. Più dettagliatamente si parla di:

  • Sistemi di autoconsumo individuale di energia rinnovabile a distanza: 100 Euro/MWh per i sistemi che prevedono l’autoconsumo a distanza di energia elettrica rinnovabile da parte di un singolo cliente finale, senza ricorrere a una linea diretta, ovvero utilizzando la rete di distribuzione esistente per collegare i siti di produzione e i siti di consumo.
  • Sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili: 100 Euro/MWh per i sistemi realizzati da gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente ai sensi dell’articolo 30,

comma 2, del decreto legislativo n. 199 del 2021;

  • Comunità energetiche rinnovabili: 110 Euro/MWh per i sistemi realizzati da clienti finali ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo n. 199 del 2021.

I livello di incentivo previsto viene dunque assegnato come tariffa premio e non tiene conto delle tecnologie utilizzate, né delle diverse fasce potenza (purchè rientranti nel limite fissato).

Requisiti per l’accesso diretto agli incentivi

Tra i requisiti necessari per rientrare tra gli aventi diritto alle risorse assegnate senza il ricorso a procedure competitive, ossia mediante l’accesso diretto agli incentivi, c’è il limite di potenza, che per un singolo impianto non deve essere superiore a 1 MW. Tutti gli impianti di potenza superiore saranno rimandati, invece, alle procedure competitive ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199.

Inoltre, per essere considerati è fondamentale che i lavori di realizzazione debbano essere avviati dopo la data di pubblicazione del decreto e, conseguentemente, le infrastrutture debbano entrare in esercizio nel periodo 2023-2027.

Sono inclusi nell’ambito di applicazione del decreto anche i potenziamenti di impianti esistenti, fermo restando che gli incentivi si applicano limitatamente alla nuova sezione di impianto ascrivibile al potenziamento. Tutte le strutture devono rispettare i requisiti prestazionali e di tutela ambientale necessari per rispettare il principio del “Do No Significant Harm” (DNSH);

Il ruolo del GSE

Il diritto di accesso agli incentivi dovrebbe essere valutato dal GSE,  il gestore nazionale dei servizi energetici, sulla base della documentazione presentata. Considerato il carattere innovativo del provvedimento, si prevede che il referente della configurazione possa richiedere, su base volontaria, una verifica preliminare di ammissibilità dei progetti al GSE.

Entro novanta giorni dalla richiesta, ove ne ricorrano le condizioni, il Gestore rilascia un parere preliminare positivo per l’ammissibilità del progetto, o in caso di incongruenze, suggerisce le prescrizioni da seguire per ottenere l’ammissibilità che dovrà poi essere richiesta con istanza definitiva.

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