Roma, 20/02/2024 Notizie e approfondimenti sui temi dell’Energia in Italia, in Europa e nel mondo.

DL Energia, sostegno alle rinnovabili e a 3800 imprese energivore

11Gilberto Pichetto Fratin
Home > Policy > Policy Italia > DL Energia, sostegno alle rinnovabili e a 3800 imprese energivore

Con investimenti per un valore di 27,4 miliardi, le misure contenute nel nuovo DL energia approvato in Consiglio dei Ministri offrono un solido trampolino di lancio alle rinnovabili, con un importante sostegno alle imprese energivore interessate ad accelerare i processi di decarbonizzazione in atto. Il testo si rivolge ad oltre 3800 imprese, nonché a Regioni e Province, che in linea con le missioni del PNRR, dovrebbero portare avanti la transizione energetica. 

27,4 miliardi di investimenti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo DL Energia, un pacchetto di misure che dovrebbe aumentare la sicurezza del Paese in termini di energia e accelerare la penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale. Un provvedimento che vale 27,4 miliardi di investimenti, per certi versi lungimirante, in quanto si propone di rendere protagonisti della transizione energetica famiglie ed imprese, ma che chiude le porte alla possibilità di prorogare le tutele attualmente esistenti. Su quest’ultimo fronte, infatti, la normativa non introduce novità rispetto alle indiscrezioni trapelate nei mesi scorsi, scartando definitivamente le misure che finora hanno evitato salassi in bolletta.  

Una spinta alla transizione energetica

Tra le novità più importanti del DL Energia ci sono quelle che riguardano la decarbonizzazione e la realizzazione di nuovi impianti di energia rinnovabile. Un fondo per stimolare la costruzione nelle aree idonee, incentivi per le imprese energivore che vogliano decarbonizzare, due aree portuali per l’eolico galleggiante, sono alcune delle misure che contribuiranno al riequilibrio ambientale ed energetico del Paese. Più nello specifico in materia di rinnovabili, Regioni e Province Autonome, disporranno di un fondo da 350 milioni l’anno fino al 2032, in linea con le singole missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Inoltre, si attuerà la semplificazione di numerose procedure, al fine di rimuovere gli ostacoli amministrativi e procedurali che possono condizionare negativamente le attività economiche. Per quanto concerne l’autoproduzione di energia rinnovabile, sono state introdotte misure volte ad accelerare gli investimenti. Nel caso di più istanze concorrenti per la concessione della medesima superficie, gli enti concedenti attribuiscono una preferenza ai progetti di impianti fotovoltaici o eolici volti a soddisfare il bisogno energetico dei soggetti iscritti nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali.

Il sostegno alle imprese a forte consumo di energia

Il nuovo testo opera una riforma delle agevolazioni a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica (cosiddette energivore), in modo da adeguare la disciplina nazionale a quella europea in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia 2022. Il sistema di incentivazione per installare impianti alimentati ad energia rinnovabile è rivolto a circa 3800 imprese, come quelle della chimica, del vetro e del tessile. Queste potranno vedersi anticipare dal GSE gli effetti della realizzazione di questi impianti, da restituire nei successivi venti anni.  

Coltivazione idrocarburi

Tra le misure contenute nel Decreto c’è il rilascio di nuovi titoli per la coltivazione di idrocarburi, a un prezzo che rifletta il costo di produzione più il congruo tasso di remunerazione, a fronte dell’impegno dei soggetti interessati a cedere quantitativi di gas al GSE che, a sua volta, si impegna ad allocarli sul mercato, destinandoli prioritariamente alle imprese “gasivore”.

Eolico galleggiante 

In materia di impianti eolici galleggianti in mare, per favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, si prevede l’individuazione di aree demaniali marittime da destinare alla realizzazione di infrastrutture idonee allo sviluppo degli investimenti del settore della cantieristica navale per la produzione, l’assemblaggio e il varo di piattaforme galleggianti. Nel testo si parla di due porti del Mezzogiorno soggetti alla gestione di un’Autorità di sistema portuale. 

Articoli correlati