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Conto energia imprese, nel terziario si stima una spesa nazionale di 38 miliardi di euro nel 2023

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Calano gas ed energia elettrica, ma il gasolio rimane alto, come la spesa complessiva delle imprese italiane del terziario, che è ancora del 190% più alta del 2021. I dati di Confcommercio.

Le stime di spesa energetica per le imprese italiane del terziario

All’inizio del nuovo anno sono subito arrivati dati confortanti dai mercati internazionali dell’energia, con un calo dei prezzi per materia prima e quindi un alleggerimento del peso della bolletta energetica per aziende e famiglie.

Secondo dati presentati oggi da Confcommercio, però, la spesa complessiva per le imprese del terziario italiano rimarrebbe ancora alta per il 2023, attorno ai 38 miliardi di euro, in calo del 7% circa rispetto al dato del 2022 (più di 41 miliardi di euro).

Il settore terziario è centrale per l’economia nazionale, in quanto mette assieme le imprese dei servizi, del commercio, le banche, i trasporti, il turismo, i servizi sanitari e quelli educativi, gli uffici pubblici e il comparto delle telecomunicazioni.

La cifra stimata per l’anno in corso rappresenta comunque un aumento sensibile del +192% sul 2021, quando raggiungeva i 13 miliardi di euro, a testimonianza dello shock causato dal rincaro dei prezzi delle materie prime energetiche, avvenuto in tutto il mondo delle imprese e non solo a partire dall’autunno del 2021 (ben prima dell’invasione russa in Ucraina).

Giù i prezzi di gas ed energia elettrica, ma il gasolio incide ancora molto sui costi di trasporto

Qualche preoccupazione è destata dal settore dei trasporti, perché per il momento il rincaro del gasolio è ancora possibile, anzi è atteso dagli esperti nei prossimi due trimestri. Potrebbe infatti determinare una spesa carburanti di 38 miliardi di euro quest’anno, contro i 37 miliardi del 2022 e i 30 del 2021.

Lo scorso gennaio, per le imprese in questione, si sono già registrati dei cali significativi dei costi di fornitura dell’energia elettrica, con un -12%, e del gas naturale, con un più sostanzioso -33%.

Il risultato è legato da un lato al calo della domanda di energia da parte delle imprese, dalle scorte di gas in Europa che rimangono ancora alte, sopra il 60% (come in Italia).

Giornalista

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