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CER: nuove e vecchie criticità legate alle cabine primarie

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Quello degli allacci alle cabine primarie è uno dei nodi da sciogliere in merito alla normativa riguardante la costituzione delle nuove Comunità Energetiche Rinnovabili. Federesco ha portato il tema all’attenzione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

La questione delle cabine primarie

L’avvio delle Comunità Energetiche rischia di essere compromesso dall’annosa questione delle cabine primarie. È stato il principale tema di discussione tra Federesco, Federazione Nazionale delle ESCo (Energy Service Company), e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, durante l’incontro tenutosi al Dicastero. In attesa che l’Europa dia il proprio parere sul Decreto che consentirà la realizzazione di nuove Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia, i player di settore iniziano a dibattere delle criticità che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tra queste, le procedure di allaccio alle cabine primarie, un problema che riguarda soprattutto le Regioni del meridione, in cui parte della struttura è già satura e non può ospitare nuovi impianti. 

Cosa sono le cabine primarie e secondarie?

Una volta prodotta, l’energia elettrica (in HV) deve essere trasferita (in MT-BT) nella rete di distribuzione per consentirne il consumo finale agli utenti. Una Cabina Primaria è, dunque, un nodo fondamentale in un sistema elettrico, perché riceve elettricità dalle linee in Alta Tensione della Rete di Trasmissione Nazionale per trasformarla in Media Tensione e distribuirla capillarmente a cittadini e imprese.

Le Cabine Secondarie, invece, sono l’interconnessione tra la media e la bassa tensione (tensione nominale fino a 1 kV).

Come vengono individuate le cabine primarie

Secondo la normativa vigente e le istruzioni del Gestore dei Servizi Energetici, le imprese distributrici che dispongono di cabine primarie individuano soluzioni atte a identificare l’area «convenzionale» sottesa a ogni cabina. Tali soluzioni devono tenere conto:

  • della struttura delle reti elettriche;
  • degli assetti di funzionamento delle reti elettriche;
  • dello sviluppo prospettico delle reti elettriche, per quanto noto al momento dell’identificazione;
  • fermo restando il vincolo connesso all’ambito territoriale della concessione di distribuzione di energia elettrica, di ulteriori aspetti di tipo geografico funzionali a rendere fruibile l’area convenzionale individuata.

La mappa italiana delle cabine primarie

Una mappa delle cabine primarie disposte sul territorio italiano è già disponibile e rappresenta un primo progresso nell’iter che condurrà alla costituzione di nuovi gruppi di autoconsumo. Finalmente, grazie all’individuazione delle cabine, aziende e privati possono scoprire dove allacciarsi e quindi insieme a chi (in quella stessa area) consociarsi per dar vita a una CER. 

La prima versione delle aree, pubblicata dalle imprese distributrici alla fine del mese di febbraio 2023, sarà valida fino al 30 settembre 2023.

A decorrere dall’1 ottobre 2023, le aree saranno pubblicate dal GSE ed aggiornate con frequenza biennale dalle imprese distributrici competenti.

Il problema degli allacci alle cabine primarie

Le criticità portate all’attenzione del Ministero dall’Associazione delle Energy Service Company sono relative agli allacci delle Cabine primarie, che al momento prevedono iter autorizzativi troppo lunghi e trovano un limite fisico negli impianti già sovraccarichi. Un altro nodo riguarda poi le decisioni inerenti ai “confini” tra le cabine, che talvolta hanno motivi anagrafici, ma non corrispondono all’omogeneità territoriale e alle esigenze dei singoli gruppi.
È stato un incontro proficuo”, ha commentato a margine il Presidente di Federesco Claudio Ferrari. “Speriamo di aver fatto pervenire per tempo le istanze del settore al governo. Non possiamo rischiare che con l’avvio delle Comunità energetiche si blocchi la crescita virtuosa delle rinnovabili, che è già in atto”.

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